Segnatevi questa data: 3 dicembre 2020. Il primo Natale nell’epoca del Covid (si spera che sia anche l’ultimo) comincerà quando scadrà l’ultimo Dpcm. Saranno allora fissate le nuove disposizioni valide anche per il periodo delle feste. Da Lilli Gruber su La7, la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, parla infatti di possibili “deroghe sugli spostamenti tra Regioni”. Ma specifica che non ci saranno concessioni per eventi in piazza, né per le feste, soprattutto a Capodanno.
Diversi ministri, a partire da quello della Salute Roberto Speranza, e gli esperti, ripetono da giorni che per il momento quello sul Natale è un dibattito “surreale”. Questo perché manca oltre un mese al 25 dicembre: un tempo lungo dal punto di vita epidemiologico. Qualche giorno fa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, fermo restando il ruolo centrale e decisivo che rivestirà l’andamento dei dati su ogni decisione, ha indicato la linea del governo.
“Dobbiamo prepararci a un Natale più sobrio – aveva detto il premier -. Veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non saranno possibili“. Questo non significa però chiusura totale. Perché comporterebbe dare il colpo finale al turismo e a migliaia di attività commerciali che nel periodo natalizio incassano più del 30% del fatturato annuo. “Pensiamo che sarà possibile scambiarci i doni – ha detto infatti Conte – e permettere all’economia” di crescere.
Non dovrebbe essere abbandonato il sistema dell’Italia divisa in fasce, rossa, arancione e gialla. L’ipotesi più attuale è che ci sia un Dpcm dal 3 dicembre fino a ridosso del Natale e uno per le festività vere e proprie. Per quanto riguarda gli spostamenti, al momento interdetti nelle zone rosse e limitati in quelle arancioni, l’apertura arriva dalla sottosegretaria Zampa. “Mancano 40 giorni a Natale e in questo momento i dati epidemiologici ci dicono che non ci si può spostare tra Regioni. Però ci aspettiamo che i numeri migliorino e che quindi siano possibili delle deroghe“.
Lo shopping per gli acquisti di Natale dovrebbe essere consentito. I negozi potranno rimanere aperti in una fascia oraria più ampia per evitare assembramenti. Ci sarà anche l’apertura dei centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi. Saranno contingentati gli ingressi non solo nei negozi ma anche in strade e piazze, soprattutto in alcune grandi città e nel weekend.
Apertura serale anche per ristoranti e pub. Per il cenone di Natale e fine anno in casa ci saranno raccomandazioni e non divieti, che sono inapplicabili. Plausibile che non si possa essere più di sei a tavola, quindi al massimo solo conviventi e parenti stretti. “Questo Natale – conferma il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa – dobbiamo sforzarci di essere il meno numerosi possibile”. Perché “più si allarga la cerchia di persone che non si frequenta abitualmente e maggiore è il rischio”. Dunque “immagino si possa dire 5-6 persone al massimo, ma è ovvio che non sarà possibile controllarlo”.
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