Covid, Galli: “Contagi alti e ospedali in tilt, si rischia il lockdown”

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La pandemia di Covid mette a dura prova il sistema sanitario nazionale. La seconda ondata, a dire il vero prevedibile, sta sfidando sempre più duramente medici, infermieri, personale e le direzioni sanitarie. E ora, a poco più di un mese dal Natale, scatta l’allarme rosso. In un’intervista al Messaggero di Roma, il professor Massimo Galli, direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, avverte: “Se nell’arco della prossime settimane non ci sarà una reale diminuzione dei nuovi casi, nuove chiusure saranno inevitabili”.

Ogni giorno 30mila positivi, troppi

L’analisi di Galli si concentra in particolare sulle prossime due settimane, quelle che ci porteranno all’inizio di dicembre. “Ciò che succederà nei prossimi 15 giorni – afferma al Messaggero – in termini di ricoveri e sofferenza degli ospedali, è inevitabile. I segnali di flessione dei contagi ci sono, flebili. Ma gli effetti su una minore pressione sugli ospedali li vedremo, eventualmente, più avanti”. “E purtroppo siamo ancora a 30mila positivi al giorno, se non c’è un’effettiva riduzione, arriveranno giorni ancora più difficili la gestione degli ospedali”.

La seconda ondata si poteva evitare?

Secondo l’infettivologo “nella misura in cui sono falliti tutti i provvedimenti necessari per il contenimento, era inevitabile una seconda ondata così forte. Ricordo il 14 settembre. Era il giorno della riapertura delle scuole. Pensai tra me e me incrociando tutte le dita: non ci sono garanzie per i trasporti, le persone che si ammassano per la movida, riaprono le scuole e ci saranno le elezioni. Mi sono detto: la probabilità di non avere una seconda ondata pesantissima, è remota. Ma perché ci siamo ricacciati in questo guaio?”

Il ruolo dei Covid hotel

La speranza di tutti è che nelle prossime due settimane si vedano i risultati sperati. Potranno servire anche i cosiddetti Covid hotel. “Dovremo intensificare l’inseguimento con ulteriori soluzioni per i ricoveri, per i Covid hotel – dice Galli -. E dovremo prendere atto alla necessità di altre chiusure.” Come è noto i Covid Hotel sono strutture alberghiere riconvertite all’ospitalità per pazienti Covid in via di guarigione o che comunque non necessitano di cure ospedaliere indispensabili. Bensì possono essere assistiti in hotel da persone medico e infermieristico prima di rientrare a casa.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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