Cina vietata a chi arriva dall’Italia. Nel corso della prima ondata di Covid era successo il contrario: era stata l’Italia a chiudere ai voli in arrivo da oltre la Grande Muraglia. Adesso, con la pandemia quasi a zero nella Repubblica popolare, sono le autorità di Pechino che non vogliono i contagi di “ritorno”. Così hanno sospeso temporaneamente, a causa dell’ “attuale diffusione” del coronavirus, l’ingresso nel Celeste Impero per i cittadini residenti in Italia in possesso di visti e di permessi di soggiorno cinesi. Vale a dire titoli d’ingresso alle frontiere del gigante dell’Asia “per motivo di lavoro, affari privati e ricongiungimenti familiari”.
Lo riferisce, secondo quanto riporta Adnkronos, una nota pubblicata sul sito dell’ambasciata cinese a Roma. Nella nota si precisa che la stessa ambasciata e i consolati generali della Cina in Italia “non provvedono più i servizi di vidimazione della dichiarazione dello stato di salute ai suddetti richiedenti”. “Tale sospensione non si applica ai titolari dei visti diplomatici, di servizio, di cortesia, di tipologia ‘C’ e dei visti rilasciati dal 3 novembre 2020 in poi – prosegue la nota -. I cittadini stranieri che devono recarsi in Cina per estrema necessità urgente possono richiedere i visti all’ambasciata e consolati generali della Cina in Italia”.
Ma Pechino non chiude solo all’Italia. Sono esclusi anche i belgi e i britannici in Europa. Così come, in Asia, coloro che provengono dal Bangladesh e dalle Filippine. Anche per altri Paesi, alcuni pure europei, saranno previste delle restrizioni. A partire da venerdì 6 novembre, tutti i passeggeri provenienti da Stati Uniti, Germania, Repubblica Ceca e Francia dovranno essere risultati negativi a un test per Covid-19 e a uno per gli anticorpi entro 48 ore dal viaggio. Da sabato 7 novembre stop ai passeggeri provenienti dalla Danimarca e poi da domenica 8 novembre tutti coloro che viaggiano da Australia, Singapore e Giappone saranno soggetti alla stessa regola.
Nata a Wuhan, la megalopoli da 11 milioni di abitanti, la pandemia del virus è ufficialmente agli sgoccioli in Cina. Mentre impazza in tutto il resto del mondo. Inutile sottolineare che, specie in Occidente, aleggia un forte scetticismo sui dati forniti dalle autorità cinesi. In ogni caso, a livello ufficiale, nel Paese si registrano mediamente ogni giorno poche decine di casi. Nell’arco delle ultime 24-48 ore, il numero totale di persone sotto osservazione per rischio Covid rimane a 825, di cui 485 a rischio “importate”. Nuovi decessi? Neppure uno.
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