Un vastissimo incendio è divampato poco dopo la mezzanotte ed è durato fino alle prime luci dell’alba di mercoledì 16 settembre nel porto di Ancona (foto in alto, tratta da Twitter, di Arianna Moroni). Per domare il rogo sono dovute intervenire squadre dei vigili del fuoco oltre che da Ancona anche da Macerata e Pesaro con autobotti e autoscale. L’incendio è stato circoscritto, ma le operazioni di spegnimento sono ancora in corso a metà mattina del 16 settembre.
Si sono sentiti anche dei boati, ma non ci sono vittime né feriti. Dal rogo, che si è sviluppato nell’area industriale ex Tubimar e ha coinvolto 20mila metri quadrati di capannoni, si è levata una densa colonna di fumo. Il Comune ha diramato a tutti gli abitanti un avviso chiaro: “Tenete le finestre chiuse e limitate gli spostamenti”. Sul luogo sono intervenuti anche mezzi delle forze dell’ordine, che hanno “cinturato” la zona.
Le fiamme avrebbero distrutto alcuni camion e le strutture dei capannoni interessati, dove potrebbero trovarsi solventi, vernici e altri materiali potenzialmente tossici. Nella zona ci sono una ditta che produce azoto liquido, una centrale elettrica, un impianto di metano. Sul luogo anche mezzi della Protezione civile della Regione Marche e del Comune di Ancona.
L’amministrazione comunale ha chiuso in via precauzionale tutte le scuole di ogni ordine e grado. Così come le università, i parchi e gli impianti sportivi all’aperto. L’alta e densa colonna di fumo è rimasta a lungo visibile da molti chilometri di distanza e un tanfo acre si è sparso per tutta la città. Il prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto, ha convocato d’urgenza una riunione per fare il punto della situazione.
La colonna di fumo dell’incendio al porto di Ancona al mattino del 16 settembre (foto Twitter / @Oizaqueensday)
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