Quella di analfabetismo, lo sappiamo tutti, è la definizione adottata per descrivere soggetti non in grado di leggere e scrivere. L’analfabetismo funzionale, invece, preoccupa gli esperti e non solo perché riguarda individui che hanno avuto un’istruzione, più o meno adeguata, ma che comunque non sono in grado di comprendere ciò che leggono e non sanno esprimere un concetto in maniera lineare e concreta affinché sia chiaro anche a chi legge o ascolta.
Pur essendo capaci di leggere e scrivere, sono molti gli individui che non comprendono il significato di ciò che leggono e/o ascoltano. La comprensione di un concetto è dunque limitata; si tratta di una lettura superficiale e distorta che si riflette poi sulla formulazione di una risposta coerente e sensata. In Italia è un fenomeno particolarmente comune; determina, oltre che una preparazione culturale inadeguata, l’incapacità di formulare un’opinione con senno e coerenza. Ciò comporta che gli analfabeti funzionali non abbiano piena percezione del mondo che li circonda; i contesti politico, sociale e culturale si modellano su notizie false, mancati approfondimenti, scarsa conoscenza e luoghi comuni.
Se già prima dell’avvento dei social l’analfabetismo funzionale era un pericolo, qualcosa di estremamente concreto da dover contrastare, a causa di Facebook e Twitter, in primis, è diventato una macchia importante sullo Stivale – e non solo – che si estende ogni giorno di più. Non è un caso che la propaganda politica funzioni in maniera efficace proprio tramite questi canali mediatici; comunicare fake news o nozioni distorte è semplicissimo e fare presa su chi ha sviluppato una comprensione limitata è uno scherzo. Catene di Sant’Antonio, messaggi scritti un linguaggio banale e destrutturato, aberrazione di ciò non si conosce: tutti elementi caratteristici di questo comportamento.
La risposta a un fenomeno di portata così importante dovrebbe essere arginato dall’ispessimento del tessuto culturale del Paese. Un processo complesso, considerando anche quanto ancora sia elevato il tasso di semplice alfabetismo in Italia.
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