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Maturità 2020, la maxi prova orale: 500mila studenti ai colloqui distanziati

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Al via oggi 17 giugno l’esame di Maturità 2020, in tempi di coronavirus. Dopo il lockdown e la didattica a distanza, circa 500mila studenti italiani – quest’anno in via eccezionale sono tutti ammessi alla prova finale – rientrano dopo 3 mesi nelle loro aule. Affronteranno l’ultimo esame della scuola dell’obbligo, con un unico orale e precise misure di sicurezza anti contagio.

Una sola prova orale

In attesa che la politica stabilisca se il 14 settembre ricominceranno le lezioni nelle aule, oggi parte una prima “prova generale” del ritorno in classe. Con un esame di Stato inedito e molto diverso dal passato visto che si svolgerà con le nuove regole dettate dall’emergenza sanitaria. E soprattutto: prevede il solo colloquio orale.

Le commissioni d’esame

Ieri 16 giugno si è riunita per la prima volta la Commissione d’esame in riunione plenaria. Sei i docenti, tutti interni. Hanno seguito i maturandi nel corso dell’anno scolastico, ad eccezione del presidente, un esterno designato dal ministero.

Il colloquio in 5 fasi

I colloqui saranno al massimo cinque per giornata. Colloqui molto più lunghi del solito, circa 60 minuti, scanditi da 5 fasi: la prima è la presentazione di un elaborato da parte dello studente: riguarda le discipline della seconda prova scritta. Quindi sarà la volta dell’analisi di un testo di letteratura italiana tra quelli studiati nel corso dell’anno, in sostituzione della prima prova scritta. Segue poi una discussione multidisciplinare sui materiali predisposti dalla commissione. Una relazione sulle esperienze vissute dallo studente durante il tirocinio dei Pcto (‘Percorsi per Competenze trasversali e l’orientamento’ ex alternanza scuola-lavoro). E per ultimo il candidato dovrà rispondere ad una serie di domande su Cittadinanza e Costituzione che potrebbe, su richiesta della ministra Azzolina, anche riguardare come lo studente ha vissuto il lockdown.

Stato di salute e febbre

Questo inedito esame di maturità si caratterizza per le regole del distanziamento del Comitato Tecnico Scientifico. Tutti coloro che entreranno nelle scuole dovranno mostrare un’auto-dichiarazione che attesti il proprio stato di salute. E soprattutto di non avere febbre oltre i 37,5° e di non trovarsi in quarantena. All’ingresso degli edifici non sarà rilevata la temperatura corporea, né sarà obbligatorio portare i guanti ma soltanto utilizzare i gel messi a disposizione dalle scuole stesse.

Evitare assembramenti

I maturandi non potranno presentarsi prima di 15 minuti dal proprio orale e appena finito dovranno andarsene per evitare gli assembramenti. Anche negli istituti ci saranno percorsi segnalati e differenziati per l’entrata e l’uscita. Per ogni maturando non ci potrà essere più di un accompagnatore, segno che quest’anno al massimo un genitore potrà assistere all’esame.

Distanza di almeno 2 metri

Tutti all’interno degli edifici scolastici dovranno mantenere una distanza di almeno due metri l’uno dall’altro: i commissari dovranno indossare sempre la mascherina, mentre i maturandi potranno abbassarle durante il colloquio vero e proprio rimanendo a due metri di distanza dai commissari.

I crediti

Anche i crediti, infine, saranno diversi rispetto al passato: maggior peso al percorso scolastico, fino a 60 crediti, e fino a 40 al colloquio orale. Il voto massimo finale resta 100 su 100 e si potrà ottenere la lode, ma non sarà possibile festeggiarla con baci e abbracci nella scuola.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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