A due mesi dal blocco dell’Italia per il coronavirus è ormai cambiato per molti cittadini il modo di lavorare. In parecchi casi è mutato radicalmente. Intere aziende lavorano da remoto. Le scuole elementari come le università sono “evaporate” online. Non pochi lavoratori si interfacciano via schermo, o tramite programmi di videoconferenze come Zoom, piattaforme varie e due-tre device da utilizzare in contemporanea. Saltano o rallentano le connessioni a Internet, si perde all’improvviso l’audio o il collegamento della videochiamata.
L’isolamento forzato e il dover lavorare soli a distanza, senza l’incontro di persona in ufficio per alcuni aspetti è meno pesante, per altri invece no. C’è il rischio che gli orari di lavoro si dilatino a dismisura, che si perda tempo in distrazioni, che ci si stanchi più del solito dovendo affrontare il nuovo stress della relazione a distanza col capo e con i colleghi.
È importante allora osservare al cune regole di base, che Alberto Mariutto ha riassunto sul sito di Intesys. Eccone alcune:
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