Da lunedì 4 maggio comincia ufficialmente la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Riaprono le fabbriche, ripartono in particolare le attività edilizie. Si ritorna negli studi professionali. Circa 3 milioni di italiani riprenderanno il lavoro.
Dopo le proteste seguite al decreto del 26 aprile, però, il governo progetta una possibile riapertura, più ampia, delle attività produttive dal 18 maggio. Su base regionale, a seconda della situazione dei contagi.
Fino all’11 maggio la situazione dei contagi da coronavirus sarà sottoposta a monitoraggio. Questo avverrà sulla base dei parametri contenuti nella circolare che il ministro della Salute Roberto Speranza invierà alle regioni.
Se i dati saranno positivi si potranno valutare le riaperture differenziate su base regionale a partire dal lunedì successivo: il 18 maggio. In sostanza dopo due settimane dall’avvio della fase 2. Questa griglia programmatica, secondo quanto riporta online Adnkronos, è il frutto di un confronto scaturito fra il ministro per le Autonomie Francesco Boccia e i rappresentanti delle regioni italiane.
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