La gestione di ospizi e residenze sanitarie assistite (Rsa) in relazione all’emergenza del coronavirus si sta rivelando disastrosa in varie zone d’Italia. Alle prese con questo problema sono soprattutto Lombardia e Piemonte. Ma non solo. Oggi 15 aprile, però, la Guardia di Finanza ha acquisito documenti direttamente alla sede della Regione Lombardia, a Milano.
In sostanza, troppo spesso le case di cura dove molte famiglie trasferiscono i propri anziani sarebbero divenute veri e propri focolai del virus. Trasportato a volte – inconsapevolmente – dagli stessi operatori sanitari che si occupano degli ospiti. In un ambito, quello di persone in età molto avanzata e spesso già debilitate da altre patologie, a forte rischio di letalità provocata dal Covid-19. Sono centinaia in tutta Italia gli anziani vittime del Covid-19 che erano nelle Rsa.
Una situazione esplosiva, anche sul piano giudiziario, riguarda il Pio Albergo Trivulzio di Milano. Lì si calcola siano morti a causa del coronavirus circa 100 persone anziane. Il Trivulzio è la stessa storica e gloriosa casa di cura – opera dalla fine del ‘700 – resa tristemente celebre dall’arresto del dirigente Mario Chiesa, nel 1992. Un episodio che simboleggiò l’inizio dell’inchiesta Mani Pulite contro la corruzione. Ebbene, gli uomini della Guardia di finanza si sono presentati al mattino di mercoledì 15 aprile negli uffici della Regione Lombardia, al Pirellone. Hanno acquisito documenti nell’ambito di un’inchiesta in più filoni che riguarda il Trivulzio ma anche altre Rsa milanesi. Il Nucleo anti sofisticazione (Nas) ha controllato 600 strutture. E ha trovato irregolarità nel 17% dei casi.
L’operazione della Finanza punta a fare chiarezza sulle direttive che l’amministrazione regionale, e l’assessorato al Welfare in particolare, hanno dato al Pio Albergo Trivulzio. Così come alle altre Rsa meneghine sulla gestione degli anziani e dei pazienti. Ma le fiamme gialle sono al lavoro non da oggi. È andata infatti avanti fino all’una e mezza della scorsa notte l’attività dei finanzieri negli uffici del Pio Albergo Trivulzio.
Obiettivo: acquisire e sequestrare centinaia di cartelle cliniche, oltre alle direttive inviate dalla Regione alla struttura. Ora gli investigatori dovranno visionare tutti i documenti, tra cui anche quelli sui tamponi, scarsi così come le mascherine, per un’analisi che potrà durare alcune settimane. Sono non pochi, intanto, i vertici delle case di cura milanesi iscritti nel registro degli indagati. In relazione ai filoni d’inchiesta sulle morti degli anziani assistiti, che molti non esitano a definire una vera e propria strage.
Il Pio Albergo Trivulzio di Milano
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