Potremo presto non vedere più il cartello “mascherine esaurite” nelle farmacie di tutta Italia. “Nei giorni scorsi sono stati acquistati più di 6.500 respiratori. Dalla prossima settimana arriveranno 120 milioni di mascherine, grazie all’incessante lavoro fatto all’estero”. Così il premier Giuseppe Conte.
“Solo in questa giornata (lunedì 23 marzo, ndr.) distribuiremo 4 milioni di mascherine e 125 ventilatori – ha dichiarato il presidente del Consiglio in un’intervista alla Stampa -. Decine di imprese italiane stanno riconvertendo le loro produzioni per rispondere all’emergenza. Anche con il supporto dello Stato e delle risorse economiche inserite nel decreto Cura Italia. Il Paese sta rispondendo con tutta la sua forza. Ce la faremo”.
Tutta la filiera della moda made in Italy si sta sensibilizzando alla riconversione parziale, volontaria, della produzione. VelvetMag ha documentato questo percorso con l’intervista di sabato 21 marzo ad Azzurra Morelli, Ceo di Pellemoda, azienda toscana che sforna 200 mila capi d’abbigliamento l’anno per i grandi brand. Pellemoda, che ha sede a Empoli, nel cuore della produzione di pelletteria e tessuti della Toscana, produrrà da oggi almeno 25 mila mascherine a settimana, 100 mila al mese.
Mascherine in produzione all’azienda toscana Pellemoda
Fanno ben sperare anche le dichiarazioni del commissario delegato all’emergenza Domenico Arcuri. “Oggi o al più tardi domani (23 e 24 marzo, ndr.) arriveranno le mascherine per i medici, gli operatori sanitari, i malati. A partire dalla settimana prossima contiamo di poter dare a tutti gli italiani che ne hanno bisogno un dispositivo di protezione individuale”.
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, spiega che sono state sbloccate circa 110 mila mascherine sequestrate alle autorità della Repubblica Ceca. Saranno in Italia entro 48 ore. L’Italia ne ha sbloccate anche 200 mila ferme in Turchia. Secondo quanto riporta il Giornale, sembra che si stia siglando una commessa con la Cina da 100 milioni di mascherine. Di certo servono all’Italia e agli italiani, in primo luogo i malati e i sanitari che li curano, decine di milioni di mascherine al mese.
Il commissario all’emergenza, Domenico Arcuri, vuole stanziare 50 milioni per le aziende italiane che vogliono riconvertirsi. O cominciare “ex novo” la produzione di dispositivi di produzione individuale. “Abbiamo oltre 100 aziende pronte a partire – dichiara Arcuri -. In quattro giorni aziende, banche, cittadini hanno versato 250 milioni che servono ad arricchire la dimensione e la nostra capacità di comprare”.
Il commissario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, 57 anni
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