Si surriscalda la battaglia elettorale in Emilia-Romagna in vista delle elezioni regionali di domenica 26 gennaio. Giovedì 23 alle 19 a Bibbiano, paese simbolo del caso affidi, il movimento delle cosiddette Sardine terrà una manifestazione. Nello stesso momento – in una piazza adiacente – ci sarà il comizio di chiusura della campagna elettorale da parte della Lega, con il leader Matteo Salvini e l’aspirante governatrice Lucia Borgonzoni.
Non basta. Le Sardine – che con il centrosinistra del candidato presidente Stefano Bonaccini hanno un rapporto controverso – starebbero pensando di organizzare un flashmob di fine campagna elettorale. Davanti al Papeete di Milano Marittima. Si tratta del celebre locale della movida frequentato la scorsa estate da Matteo Salvini, all’epoca ancora ministro dell’Interno. A confermarlo sono fonti vicine al movimento, anche se i dettagli, tra cui la data, non sono ancora stati definiti ufficialmente.
Nel mese di marzo, intanto, uscirà per Einaudi Stile libero Le sardine non esistono, libro dei quattro fondatori del movimento. Si tratta di Andrea Garreffa, Roberto Morotti, Mattia Santori e Giulia Trappoloni. Domani, invece, il 22 gennaio, Castelvecchi pubblicherà Sardine in piazza, una rivoluzione in scatola?, del linguista, critico letterario e sociologo della comunicazione Massimo Arcangeli.
In un’intervista rilasciata alla trasmissione radiofonica Circo Massimo, il portavoce Mattia Santori ha risposto alla domanda: a chi si sentono più vicine le Sardine? “È molto difficile valutare questa cosa quando in un movimento ci sono tante persone – ha precisato -. Persone che si sono sentite deluse dalla precedente rappresentanza politica. Da noi c’è più voglia di creare una novità che di andare verso ciò che è esistito”. Quindi, sulle prossime elezioni regionali, Santori ha dichiarato: “Il clima che si respira è positivo”. “Poi, come al solito – ha aggiunto -, il populismo ha il grande difetto che negli ultimi giorni ribalta tutte le carte in tavola”. “Vedremo che cosa succederà”.
Da Matteo Salvini, infine, non poteva che arrivare un’ennesima bocciatura delle Sardine. La loro, ha detto il leader della Lega a margine di un incontro a Comacchio, “è una piazza contro: contro Salvini, contro la Lega, contro i decreti sicurezza. Gli emiliani mi chiedono lavoro, lavoro e lavoro. Di lavoro, invece, lì non si parla. Chi vota Pd, Sardine comprese, vota per tornare alla legge Fornero e per massacrare chi lavora in proprio. In democrazia mi piacciono tutte le piazze, ma io preferisco quelle che fanno proposte: le piazze della Lega propongono, mentre gli altri propongono di essere contro la Lega, che non è un gran programma politico per l’Emilia-Romagna”.
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