Si sono fatti decenni in carcere da innocenti. Bollati come assassini. Adesso la magistratura americana ha ammesso l’errore giudiziario e ha scoperto il vero killer. I tre uomini di colore arrestati nel 1983 e giudicati colpevoli dell’omicidio di un teenager a Baltimora sono stati scarcerati.
La libertà è arrivata dopo quasi quattro decenni da dietro le sbarre. In rete circolano le fotografie di Alfred Chestnut, Andrew Stewart e Ransom Watkins (in questo ordine, da sinistra a destra, nella foto in alto), oggi cinquantenni, finalmente felici. Avevano 16 anni ed erano studenti di liceo quando finirono dietro le sbarre. I tre avevano fin dall’inizio affermato con forza la loro innocenza.
Sono usciti di galera perché le autorità del Maryland hanno esaminato una serie di vecchi casi. E hanno così scoperto, di recente, che le indagini su quell’assassinio del 1983 erano state fatte molto male. “Oggi non è una vittoria – ha detto Marilyn Mosby, la procuratrice statale – ma una tragedia. Questi uomini si sono visti rubare 36 anni della loro vita“.
Alfred Chestnut, oggi cinquantenne, abbraccia un familiare dopo 36 anni di carcere da innocente
All’epoca, l’assassinio del quattordicenne DeWitt Duckett aveva fatto scalpore. Qualcuno aveva ferito a morte il ragazzino per rubargli un giaccone alla moda. Revisionando il caso gli investigatori hanno scoperto che a sparargli era stato un altro studente. Si trattava di Michael Willis, a sua volta ucciso in una sparatoria nel 2002.
Il caso è tornato a far scalpore all’annuncio dei rilascio. Chestnut, Stewart e Watkins hanno passato dietro le sbarre più del doppio di quelli trascorsi fuori. Anche quando era scattata la possibilità dello sconto di pena, erano rimasti in carcere. Continuavano infatti a negare ostinatamente di aver commesso il fatto.
Il clamoroso errore giudiziario del Maryland coincide con una ripresa negli Usa degli interrogativi sulla pena di morte. La maggior parte degli americani, in un nuovo sondaggio Gallup, oggi ha cambiato idea. È convinta che l’ergastolo senza possibilità di sconti di pena sia una punizione migliore della pena capitale. Negli Usa i sostenitori della pena di morte restano la maggioranza ma sono sempre di meno rispetto al passato. Posti però davanti all’alternativa tra esecuzione o carcere a vita, sei americani su dieci hanno scelto l’ergastolo.
Andrew Stewart, al centro, dopo quasi 40 anni di prigione da innocente
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