It – Capitolo 2: proteste contro il poster. Ecco perché

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It – Capitolo 2 è approdato al cinema solo lo scorso giovedì 5 settembre, e già sta facendo ampiamente parlare di sé. Tra le più feroci critiche che sono state mosse al film di Andy Muschietti, adattamento cinematografico del monumentale romanzo di Stephen King, vi è sicuramente quella riguardante il poster. Sì, avete capito bene: in non poche persone hanno avuto molto da ridire sulla locandina del film, giudicata davvero troppo inquietante, con l’occhio spiritato del clown Pennywise in primissimo piano.

La critica contro il poster di It – Capitolo 2

È stata in particolar modo una ben precisa categoria di pubblico a lamentarsi della locandina di It – Capitolo 2: quella dei genitori. Nella città australiana di Brisbane vi è stata una vera e propria rivolta popolare contro il poster, colpevole di aver terrorizzato numerosi bambini. Se, infatti, l’opera di Muschietti in Australia è stata classificata MA15+, ovvero riservata ad un pubblico di età superiore ai 15 anni, il poster giganteggia invece sui muri della città, ben visibile a chiunque e senza limiti anagrafici. «Li ha spaventati a morte», ha dichiarato Kellie, madre di una bambina, ai microfoni di 9News.

L’inutile denuncia dei genitori

La stessa figlia di Kellie, la piccola Piper, ha raccontato al notiziario la propria esperienza in relazione alla locandina del film It – Capitolo 2. «Sono davvero spaventata – ha dichiarato la piccola – perché è difficile andare a letto quando hai in mente una foto così spaventosa. Prima di andare a letto, devo controllare l’intera stanza. E quando finalmente vado a letto mi sveglio per colpa degli incubi». Nonostante i genitori abbiano sporto denuncia, i cartelloni pubblicitari rimarranno lì dove sono. Infatti, come ha loro spiegato Ad Standars, le agenzie pubblicitarie «generalmente non hanno giurisdizione sul posizionamento o sui tempi delle pubblicità, tranne quando si considera l’uso del linguaggio o del sesso, della sessualità o della nudità nella pubblicità».

Francesca Ferrandi

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