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Sally Rooney, i segreti della scrittrice più adorata dai Millennials

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Sally Rooney ha 28 anni, è irlandese e marxista. E – soprattutto – è una delle scrittrici più talentuose degli ultimi anni. Ha bruciato traguardi di ogni genere: di vendite, di velocità (due romanzi in due anni), di età. I suoi libri – “Parlarne tra amici” e “Persone normali” -, entrambi editi da Giulio Einaudi Editore, in breve tempo sono diventati dei veri e propri manifesti per la generazione dei Millennials (che comprende i nati tra i primi anni ’80 e la metà dei ’90). Nel giro di poco tempo la Rooney è riuscita a imporsi nel panorama internazionale come una delle voci più rilevanti e rispettate, dai suoi coetanei e non solo.

Sally Rooney, i segreti del suo successo

Un successo rapido, incredibile, per certi versi inaspettato. Ma di che parlano i libri di Sally Rooney? E come hanno fatto a imporsi all’attenzione internazionale? Partiamo dal suo primo romanzo, “Parlarne tra amici”. È la storia di Frances, studentessa universitaria dalla mente brillante e con una famiglia alle spalle a dir poco complicata. Lei e Bobby, sua ex fidanzata e oggi migliore amica, sono inseparabili e condividono sogni, speranze, frustrazioni. Fin quando nella loro vita non arriva Nick, uomo molto più grande, di cui Frances si innamora, ricambiata. Il vero problema, però, non è la differenza d’età, ma il fatto che l’uomo sia sposato e che abbia alle spalle un passato difficile…

Sally Rooney ci fa salire sulle montagne russe di questa storia d’amore e lo fa senza forzare troppo la mano, con un linguaggio diretto, che non conosce fronzoli. Le sue parole si adattano bene alla narrativa moderna e ci restituiscono un quadro variegato delle relazioni tra Millennials. Non c’è un romanticismo spudorato nella sua storia, ma c’è amore: quello negato e quello innegabile. A breve il romanzo diventerà una serie tv da dodici episodi; le riprese sono già iniziate ma la data di lancio è ancora top secret.

Nel giro di un anno, poi, Sally Rooney ha pubblicato il suo secondo romanzo: “Persone Normali”, altrettanto valido. Anche in questo caso il messaggio è di quelli potenti: le persone possono cambiarsi a vicenda, soprattutto possono migliorarsi. D’altronde siamo tutti connessi a livello profondo e alcuni di noi forse lo sono ancora di più. È il caso di Connell e Marianne, i due protagonisti del libro. La loro è una storia che comincia negli anni del liceo, pur restando segreta ai più: lei è intelligente, solitaria, stravagante. Lui è bello, brillante e popolare. In più le loro origini sono diametralmente opposte: la madre di Connell, infatti, fa la cameriera nella lussuosa casa di Marianne.

I due si scelgono in un pomeriggio qualunque, senza un vero perché. E continuano a scegliersi, nel corso degli anni, anche quando è sbagliato: non ne possono fare a meno. Si fanno del bene e del male, “come due pianticelle che condividono lo stesso pezzo di terra, crescendo l’una vicino all’altra, contorcendosi per farsi spazio, assumendo posizioni improbabili”, scrive l’autrice irlandese.

Con Marianne che un certo punto dice: “Vorrei essere come le persone normali“. Lo dice con voce stanca, sconfitta, eppure il suo messaggio arriva forte come un grido d’aiuto e parla a tutti quelli che si sono sentiti – anche solo una volta – lontani da tutto il resto. Presenti, eppure da un’altra parte. Non per snobismo, forse nemmeno per solitudine, ma per quel senso di non appartenenza tipico dell’adolescenza e che talvolta resiste anche nell’età adulta. Sally Rooney lo descrive alla perfezione e non dà una cura né un antidoto. Eppure la sua scrittura, le sue storie, sono già consolazione: se qualcuno lo sa descrivere quel senso di lontananza, allora siamo meno soli.

Ludovica Liuni

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