Cinema America a Roma, nuova violenta aggressione: ecco cosa è successo

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La notte del 15 giugno scorso le botte a quattro ragazzi del gruppo. Che indossavano le magliette bordeaux “simbolo antifascista”. Adesso, nella notte fra ieri e oggi 19 giugno, una nuova aggressione, questa volta a una ragazza.

Tornano quindi nel mirino della violenza i ragazzi del Cinema America. Succede a Trastevere, dove ha sede l’associazione che negli ultimi anni ha riportato il cinema nelle piazza di Roma.

Questa volta la vittima è l’ex fidanzata del presidente dell’Associazione “Piccolo America”, Valerio Carocci. Gli aggressori l’hanno colpita nei pressi di piazza San Cosimato. Sulla vicenda indaga la Digos impegnata già, con i carabinieri, nelle indagini sull’altra aggressione avvenuta sabato. Vittime, in questo caso, quattro giovani che indossavano la maglia del Cinema America.

Le forze dell’ordine hanno identificato quattro persone. Sarebbero responsabili di avere accerchiato i giovani del cinema e di averli picchiati perché avevano addosso l’indumento, ritenuto dagli aggressori “un simbolo antifascista”.

I volti ripresi dalle telecamere di videosorveglianza non erano quelli conosciuti. Per questo che gli agenti della Digos hanno iniziato un’indagine vecchia maniera. Hanno cominciato dai nomi a loro noti e hanno scandagliato i relativi profili social a caccia di tracce. Individuato uno degli autori, si è poi ricostruito il gruppo con match ininterrotti tra le foto di Facebook e i frame delle riprese della videosorveglianza che inizialmente sembravano non dare i risultati sperati.

Secondo quanto riporta il sito del Fatto Quotidiano, il più grande dei quattro, S.B., 37enne parrucchiere in zona Casalotti, la sera dell’aggressione era a Trastevere per festeggiare il suo addio al celibato. Eppure sarebbe lui, secondo le indagini, il fomentatore della violenza. M.C., 23enne militante del Blocco Studentesco, un sorta di sezione giovanile di Casapound, già noto per danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale, avrebbe sferrato la testata al giovane David Habib.

M.V., suo coetaneo e anche lui con numerosi precedenti e sottoposto a Daspo, avrebbe invece colpito con una bottigliata Valerio Colantoni. Tra i quattro, anche A.M, 23enne già noto per lesioni e violenza privata. Le perquisizioni realizzate dalla Digos nelle loro abitazioni hanno consentito di trovare gli indumenti utilizzati durante la notte del 16 giugno. E una serie di segni distintivi, emblematici dell’appartenenza dei soggetti agli ambienti dell’ultradestra. Sequestrati anche i cellulari per esaminare tutte le conversazioni, contemporanee e successive all’aggressione, mentre si continua a indagare a caccia degli altri responsabili.

Oggi un’altra aggressione ai ragazzi del Cinema America – commenta in un tweet il vicepremier e ministro, Luigi Di Maio –. A una donna, ‘colpevole’ solo di indossare una maglietta. È assurdo. Aspettiamo l’esito delle indagini ma, a prescindere dal caso in sé, ogni forma di violenza fisica o verbale va condannata senza esitazioni”. I ragazzi dell’associazione incassano anche la solidarietà della sindaca di Roma, Virginia Raggi: “Gli episodi di violenza che, come ha accertato la Digos, sono collegati a militanti di #CasaPound sono vergognosi e non verranno mai tollerati in questa città. Vicini al #CinemaAmerica”.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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