Storie e Personaggi

Silvia Segnalini: “Vi spiego chi è l’avvocato dell’arte e della moda”

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“La moda passa, lo stile resta”, diceva Coco Chanel. Una grande lezione che oggi appare offuscata. Classe ed eleganza sembrano sopraffatte da una corsa impazzita all’omologazione di massa. È anche per questo che Silvia Segnalini, Art and Fashion Lawyer, avvocatessa e docente universitaria, ha da poco scritto Eleganza alla milanese – Indirizzi e stili di vita senza tempo a Milano. “Un divertissement”, lo definisce lei nel colloquio concesso a VelvetMag; un pamphlet in punta di fioretto, ci piace aggiungere. Proprio perché si tratta del tentativo di far riflettere i lettori sull’eleganza come concetto capace di non andare mai fuori moda, a patto di comprenderne il significato autentico.

Viviamo un’inflazione di pubblicazioni sulla moda, il fashion, i locali che contano. Lei assegna al suo libro Eleganza alla milanese l’impegnativo ruolo di “manuale di understatement” e di “anti-moda”. Perché?

Dobbiamo sfuggire ai tentativi di omologarci tutti a certi stili imposti di moda, di comportamenti, di vita. Se moda e lusso significano la rincorsa continua allo chic a “cinque stelle”, fatto dei soliti hotel, ristoranti e boutiques, dei soliti indirizzi delle vie della moda, o della rincorsa all’ultimo locale di tendenza, forse abbiamo perso la bussola.

La moda ma anche l’arte si avvalgono, soprattutto nel mondo anglosassone, di figure professionali come gli Art and Fashion Lawyer, i legali dell’arte e del lusso. A che punto siamo in Italia?

Dobbiamo crescere. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove è più ampio e importante il mercato dell’arte contemporanea, collezionisti, galleristi e istituzioni non muovono un passo senza consultarsi prima con il loro avvocato specializzato. In Italia non è così, a causa del fatto che da noi esiste una cultura più “artigianale” – con tutto ciò che anche di eccellente questo comporta – nel rapportarsi alle creazioni artistiche e della moda. Molti collezionisti, poi, appartengono al ramo degli stilisti e al mondo del lusso. Per questo è opportuno che si avvalgano di figure professionali specializzate. Ma non dobbiamo pensare al fashion lawyer come a una figura che necessariamente si occupa soltanto di grandi questioni.

Con quali problemi si confronta quotidianamente un Art and Fashion Lawyer?

Ad esempio affronta e cerca di risolvere le questioni legali che si presentano quando un collezionista presta un’opera a un museo, magari per un’esposizione temporanea, ma, nei rapporti con una compagnia di assicurazione, non si è avvalso di un contratto rigoroso e completo. Questo può comportare il rischio che divenga poi difficile, se non impossibile, ottenere un risarcimento o un ristoro economico nel caso in cui l’opera d’arte prestata abbia subìto un danno.

Esistono anche altri campi di applicazione del diritto all’ambito culturale che un avvocato esperto di moda e arte può dover affrontare? 

Le porto un caso emblematico della necessità di sviluppare l’ambito giuridico legato al mondo della cultura in generale. Alcuni collezionisti romani hanno perduto un’occasione con una casa cinematografica che avrebbe voluto girare scene di una fiction all’interno della loro dimora. Sarebbero state riprese anche opere esposte in casa. Perciò i produttori avevano chiesto la documentazione legale in cui si attestava che ogni diritto, compresi quelli d’immagine, era passato dall’artista in capo ai proprietari. Questo modus operandi è normale nel mondo anglosassone. Non sempre da noi. Risultato: poiché i proprietari collezionisti non possedevano questa sorta di “disclaimer” da parte degli artisti autori delle opere, alla fine i produttori cinematografici hanno rinunciato a girare le riprese per il timore di eventuali future, e molto onerose, richieste di risarcimento da parte degli autori delle opere.

L’università italiana sta formando legali specializzati in grado di affiancare collezionisti, galleristi, stilisti e artisti?

C’è molto lavoro da fare. Di fatto, oggi, uno studente che si laurea in Giurisprudenza forse neppure sa che esiste un diritto dell’arte e della moda. Anche per questo ho scritto Le leggi della moda – Guida al diritto per il mondo della moda e Dizionario giuridico dell’arteGuida al diritto per il mondo dell’arte. Attenzione però: per esercitare questo tipo particolare di professione non bastano competenze di tecnica giuridica, occorre essere appassionati di arte e moda, avere o sviluppare una propria sensibilità artistica.

Photo credits: Facebook / Silvia Segnalini

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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