Groundhog muzzle looking out of mink
Di peste bubbonica non si sente più parlare eppure una coppia di turisti in Mongolia è morta dopo aver mangiato la carne cruda di una marmotta. Ecco i dettagli dell’incredibile vicenda.
La storia dei due turisti uccisi dalla peste ha dell’incredibile, e proprio per questo sta facendo il giro del web.
Una coppia di turisti (38 anni lui, 37 lei e in gravidanza) di origine kazaka sono deceduti dopo aver ingerito la carne cruda di una marmotta.
I due sposi hanno contratto una malattia di cui non si sente più parlare se non nei libri di storia: la peste bubbonica. La malattia sarebbe stata contratta per aver ingerito crudo il rene del roditore, che non era stato cucinato in precedenza.
Il caso di peste che ha sconvolto il mondo intero, si è verificato in Mongolia, a confine tra Russia e Cina, in un paesino piccolo della provincia di Bayan-Ölgij.
A seguito dello spiacevole epilogo altre decine di turisti sono state bloccate autorità locali e sottoposte a quarantena.
Sebbene il decesso dei coniugi sia avvenuto giorno 1 maggio, e non si siano registrati ulteriori casi di contagio, gli oltre 150 turisti in quarantena non sono stati rilasciati.
Tra i turisti in quarantena si contano svizzeri, americani, russi, tedeschi, olandesi, svedesi e sudcoreani, e abitanti del posto che, secondo il Siberian Times, sarebbero entrati in contatto diretto o indiretto con la coppia. Tutti sono ancora sotto osservazione.
La peste bubbonica è una malattia infettiva, che nell’immaginario collettivo è stata debellata da secoli. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, però, la peste si classifica come una malattia riemergente. I casi di peste riportati negli ultimi due decenni, infatti, sono stati circa 50mila, la maggioranza dei quali in Africa, Asia e Sud America.
Il batterio della peste al microscopio
Si tratta di una malattia di origine batterica causata dal batterio Yersinia pestis, il cui bacino è costituito da varie specie di roditori e il cui solo vettore è la pulce dei ratti (Xenopsylla cheopis). Questa pulce può essere trasmessa anche da uomo a uomo e pertanto, si tratta di una malattia quarantenaria e per il regolamento sanitario internazionale è assoggettata a denuncia internazionale all’OMS, sia per i casi accertati che per quelli sospetti.
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