Arte e Cultura

Party Politics. Francesco Vezzoli alla Fondazione Giuliani di Roma

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Party Politics
un progetto di Francesco Vezzoli
installation view presso Fondazione Giuliani, Roma, aprile 2019
foto Roberto Apa

Il 15 aprile è cominciato il Grand Tour Contemporaneo, una serie di esposizioni personali e collettive di artisti italiani affermati ed emergenti – promossa dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea – che si rivolgono al pubblico internazionale in transito in Italia per la Biennale di Venezia (11 maggio – 24 novembre). Al programma aderisce anche la Fondazione Giuliani di Roma con una mostra di Francesco Vezzoli (Brescia, 1971), intitolata Party Politics. L’intrattenimento della politica, la politica dell’intrattenimento.

Party Politics
un progetto di Francesco Vezzoli
Sandro Pertini e Sandro Milo, 1984
© Angelo Palma/A3/Contrasto

Francesco Vezzoli ha studiato alla Central St. Martin’s School of Art di Londra e attualmente vive e lavora a Milano. Dopo aver esposto in alcune tra le sedi più prestigiose al mondo, le sue quotazioni hanno raggiunto cifre da capogiro. Inoltre, il suo curriculum vanta personali all’interno di istituzioni museali di rilievo, come il Jeu de Paume di Parigi, il Castello di Rivoli di Torino, il New Museum di New York, la Whitechapel Art Gallery di Londra ed il Museo Migros di Zurigo.

A sei anni dalla sua grande antologica al MaXXI di Roma, Vezzoli torna nella capitale con una mostra che presenta una selezione di fotografie d’archivio scattate da vari fotoreporter principalmente negli anni ’80. Si tratta di immagini di medio e grande formato che ritraggono perlopiù politici italiani della Prima Repubblica insieme a starlette e personaggi dello spettacolo, inserite in una cornice classica che rievoca sia i ritratti cortigiani di Hans Holbein il Giovane (1497 – 1543), sia i soggetti morali moderni di William Hogarth (1697 – 1764). In questo modo Vezzoli intende fornire dei memorabili ritratti d’epoca, nei confronti dei quali guarda con occhio critico ed allusivo, ma mai “blasfemo”. L’artista bresciano è solito avvalersi di molteplici tecniche per creare le sue opere (video, performances etc…), tuttavia in questo caso preferisce esprimersi soltanto tramite il linguaggio fotografico, alle volte unito al ricamo, che gli consente di mettere in atto una vera e propria sfida tra arte “alta” e cultura popolare.

Party Politics
un progetto di Francesco Vezzoli
foto credit OLYCOM;
©SERAO

Il coinvolgimento nei suoi progetti di star o icone del piccolo e grande schermo non è di certo una novità per Vezzoli, da sempre impegnato nel tentativo di costruire il proprio lavoro come «specchio dell’effimero mediatico» e finalizzato «decostruire lo strumento della promozione», parafrasando Giorgio Verzotti in un libro a cura di Francesco Poli. Assai significativo in questo senso è senza dubbio Greed, il video diretto per l’artista da Roman Polanski ed interpretato da Natalie Portman e Michelle Williams, presentato per la prima volta alla Gagosian Gallery di Roma nel 2009. E’ la finta pubblicità di un profumo – Greed by Francesco Vezzoli per l’appunto – che fa il verso a questo genere di comunicazione. Ebbene, oggi l’autore di Democrazy punta piuttosto su un’indagine a proposito dell’iconografia del passato italiano, di cui ne troviamo un valido esempio in Party Politics, aperta fino al 19 luglio alla Fondazione Giuliani con il contributo speciale del giornalista e scrittore Filippo Ceccarelli.

Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea

Via Gustavo Bianchi, 1 – 00153 Roma

www.fondazionegiuliani.orginfo@fondazionegiuliani.org – tel. 06 57301091

Manuela Valentini

Arte&Cultura Manuela Valentini lavora tra Roma e Bologna. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bologna, è curatrice indipendente di mostre d’arte contemporanea in Italia e all’estero. Tra i vari progetti realizzati, si ricorda New Future – una collettiva promossa da Visioni Future, MAMbo e BJCEM – durante la quale sono stati presentati i lavori di tredici artisti visivi selezionati al W.E.Y.A World Event Young Artist di Nottingham. Ha inoltre curato un focus a proposito dell’arte giovane italiana in occasione di Mediterranea 16, la sedicesima edizione della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo. Infine, nel 2014 ha portato un’installazione di Marcos Lutyens in esposizione al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Iscritta all’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, si è occupata di due rubriche (Ritratto del curatore da giovane e L’altra metà dell’arte) per Exibart – per cui continua a scrivere – ma l’esordio in ambito giornalistico è avvenuto nel 2010 sulle pagine culturali de Il Resto del Carlino.

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