“La prima cosa è l’amore per ciò che fai”: Lanzallotto riscrive le regole del buon gelataio

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Domenico Lanzallotto è un ex-ragazzo che ha realizzato il suo sogno: rendere la sua viscerale passione per il gelato un mestiere. Oggi lo fa ancora “come si faceva una volta”, a mano e con un ingrediente segreto: l’amore per il suo sogno che non si è mai spento.

Si trova dietro al bancone e si rifiuta di essere fotografato, si appoggia al bastone e confessa di avere dolore ad una gamba, ma lo dice sorridendo Domenico, che è lì dalle sei di mattina e che in quella posizione resterà fino alle due di notte, senza prendere nemmeno una pausa. Perché? “La prima cosa é l’amore per ciò che fai” – confessa- ” io questo mestiere sogno di farlo da quando ero bambino e mi piaceva tanto il gelato; ora di gelaterie in giro ce ne sono più degli alberi ma io non mi arrendo, questa é casa mia”. Ci troviamo a Via Somalia al numero 96, é mezzogiorno e la gente inizia ad affollarsi in quel piccolo angolo di paradiso alla ricerca di ristoro, Domenico Lanzallotto é il proprietario che insieme alla sorella e a pochi fidati dipendenti, che sono lì da molti anni, gestiscono il locale servendo gelato, granite, centrifughe e frozen yogurt tutti fatti in casa, tutti con frutta fresca, recapitata la mattina sempre dallo stesso storico fornitore.

Un esercizio d’altri tempi aperto al pubblico negli anni ’80, sopravvissuto alla crisi economica ma che non  riesce ad ingrandirsi, a causa degli impedimenti burocratici. Lo Stato non li ha aiutati e così Domenico, che non si arrende mai, ha provato ad entrare in politica, perché lui, a quel sogno non ha mai smesso di crederci. Voleva combattere le catene che preconfezionano i gelati senza dargli un’identità, per spiegare alla gente che “il gelato vero, fatto in casa, esiste ancora; lo si fa con i prodotti freschi tutto a mano, …guarda le mie braccia” e le mostra soddisfatto ai clienti che si avvicinano; ad uno in particolare, che confessa: “Questo gelato per me ha il sapore di casa”.

Mentre una ragazza si avvicina chiedendo una centrifuga al basilico, Domenico sorride e confessa: “Vogliono tutti quelle: sta cambiando il modo di alimentarsi e anche noi ci siamo dovuti adeguare, così la frutta fresca non la mettiamo più solo nel gelato ma la frulliamo e la serviamo ai clienti”. Non è rammaricato, perché quando realizzi un sogno, fai di tutto per tenertelo stretto. Nessuno racconta mai cosa succede dopo “…e vissero tutti felici e contenti”, nessuno tranne Domenico, che nonostante la gelateria sia rimasta piccola come l’aveva scelta in principio, non ha remore nel confessare: “Se lavori bene, la mollica ti segue” e a lui la mollica l’ha seguito davvero, o forse è stato lui a seguirla, fino alla porta di quella che ormai è diventata una casa, per lui e per tutti i suoi fans, ice-cream addicted.

Photo Credits: Velvet Mag.

Redazione

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