Categories: Arte e Cultura

Premio Strega, la sfida entra nel vivo: 79 libri in corsa per la dozzina

Share

La Fondazione Bellonci ha chiuso a Roma la mappa dei candidati al Premio Strega 2026, con 79 libri in gara per l’ottantesima edizione del riconoscimento, in vista della scelta della dozzina annunciata il 1° aprile e della finale dell’8 luglio in Campidoglio, trasferita quest’anno dalla sede abituale di Villa Giulia per ragioni organizzative legate all’anniversario.

Premio Strega 2026, chiusa la lista dei 79 candidati

Con l’ultimo gruppo di proposte presentate dagli Amici della Domenica, il quadro del Premio Strega 2026 ha preso forma definitiva: sono 29 i nuovi titoli ufficializzati, che portano il totale a 79 opere, due in meno rispetto all’edizione precedente. È la tranche più ampia tra quelle depositate nelle scorse settimane, e anche quella con alcuni dei nomi più attesi. Il premio, fondato nel 1947 da Maria e Goffredo Bellonci, arriva così alla sua ottantesima edizione, con una finale prevista l’8 luglio in Campidoglio, scelta non consueta per una manifestazione legata da decenni al Ninfeo di Villa Giulia. Prima, però, il passaggio decisivo: il lavoro del Comitato direttivo, chiamato a individuare i dodici libri che correranno per la “bottiglia gialla”, come viene chiamato da sempre il riconoscimento.

Le autrici in corsa e il peso della quarta tornata

Nella nuova lista pesa anche il dato sulla presenza femminile: su 32 autrici candidate, ben 15 arrivano dall’ultima tornata. Tra loro c’è Teresa Ciabatti, proposta da Roberto Saviano con Donnaregina (Mondadori), romanzo che intreccia malavita, cronaca e rapporti familiari. Saviano ha parlato della sua “capacità unica di raccontare gli interni delle esistenze” e di mettere il lettore davanti a zone meno comode di sé. C’è poi Edith Bruck, testimone della Shoah e già vincitrice dello Strega Giovani 2021, candidata da Aldo Cazzullo con L’amica tedesca (La nave di Teseo): un libro, ha spiegato il giornalista, “duro” e capace di “far esistere l’altro”. In lista anche Bianca Pitzorno, sostenuta da Roberta Mazzanti con La sonnambula (Bompiani), testo che l’autrice della candidatura invita a leggere senza incasellarlo in un genere preciso. Attorno a loro si muove un gruppo fitto: Maria Attanasio, Ilaria Bernardini, Isabella Delle Monache, Antiniska Pozzi, Anna Mallamo, Cecilia Rita, Francesca Scotti, Anna Voltaggio. Voci diverse, case editrici diverse. E una geografia narrativa che va dalla Calabria degli anni Ottanta alla Milano operaia degli anni Settanta.

Da Covacich a Colombati, i nomi più attesi

Tra i titoli depositati nell’ultima fase figurano anche alcuni autori già osservati con attenzione dagli addetti ai lavori. Mauro Covacich entra nella competizione con Lina e il sasso (La nave di Teseo), proposto da Edoardo Nesi, che lo ha definito un romanzo “coraggioso” nel modo in cui affronta la contemporaneità. Leonardo Colombati, invece, è candidato da Alessandro Piperno con Non vi sarà più notte (Mondadori), indicato per la sua scrittura ricca di rimandi, da Doctorow a Pynchon fino a Chabon. Nell’elenco compaiono poi Andrea Alba con L’ombra di Kafka (Arkadia), proposto da Claudio Strinati, Aldo Boraschi con Diamante (Altre Voci), Nicola Bottiglieri con Recitare L’Infinito a Capo Horn (Bertoni), Davide Bregola con Lezioni dalle rovine (Avagliano), sostenuto da Emanuele Trevi. Una lista lunga, certo, ma non soltanto numerica: dentro ci sono editori grandi, marchi indipendenti, ritorni e prime prove narrative. In quel punto, come accade spesso allo Strega, il premio diventa anche una fotografia del mercato librario italiano.

Il Comitato direttivo verso la scelta della dozzina

La decisione sulla dozzina del Premio Strega 2026 spetta ora al Comitato direttivo, composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Dacia Maraini, Melania G. Mazzucco, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine. Saranno loro a restringere il campo, dopo l’esame delle candidature arrivate dagli Amici della Domenica, fino ai dodici titoli che entreranno nella fase più visibile della corsa. Tra i libri già segnalati nelle tornate precedenti restano in evidenza anche Michele Mari con I convitati di pietra e Cosimo Damiano con Nessuna grazia. Poi, solo allora, comincerà la partita dei voti, delle letture pubbliche, degli incontri e delle alleanze editoriali più o meno dichiarate. La finale dell’8 luglio in Campidoglio sarà l’ultimo passaggio di un’edizione dal valore simbolico forte: ottant’anni di premio, una sede diversa dal solito e un panorama letterario che, almeno sulla carta, si presenta largo e molto competitivo.

Redazione

Leave a Comment

Recent Posts

Cinema in ripresa, Usai (Anica): il mercato tiene nonostante le difficoltà

Alessandro Usai, presidente di Anica, ha aperto oggi a Riccione la 15ª edizione di Ciné…

13 minuti ago

Come impostare una sveglia personalizzata sul tuo iPhone

Apple consente agli utenti di iPhone di impostare una sveglia personalizzata scegliendo una canzone da…

10 ore ago

Lisa Cook, la consigliera della Fed nel mirino di Trump: perché il suo caso conta adesso

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito lunedì a Washington che Lisa Cook, governatrice…

14 ore ago

La Corte suprema Usa sfida Trump e conferma lo ius soli

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha mantenuto oggi, a Washington, il principio dello ius…

15 ore ago

Muore il fratello della star tv Caroline Flack

Paul Flack, fratello maggiore della conduttrice televisiva Caroline Flack, è morto il 21 giugno a…

16 ore ago

Pku negli adulti: la dietoterapia resta una sfida quotidiana

La fenilchetonuria, o PKU, torna al centro dell’attenzione in Italia nel 2026 con la campagna…

16 ore ago