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Mese del Pride, quali sono i titoli a tema LGBTQIA+ da recuperare?

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L’ondata arcobaleno del Mese del Pride è ormai entrata in pieno regime: ma quali sono i film a tema da recuperare assolutamente? Il cinema, da sempre cassa di risonanza dei cambiamenti della società, può fungere come ottimo strumento per arricchire la propria conoscenza su tematiche LGBTQIA+.

La libertà di essere se stessi e di vivere la propria vita sentimentale e amorosa secondo le proprie inclinazioni non è sempre stata scontata. C’è chi, in passato, ha combattuto per ottenere diritti civili, troppo a lungo negati. E c’è chi ancora oggi continua a battersi, affinché le rivendicazioni conseguite non vengano tolte. Nonostante ci sia ancora un cospicuo margine di miglioramento – per usare un eufemismo – non si può negare che di strada ne sia stata percorsa, da quei lontani moti di Stonewall.

I migliori film LGBTQIA+ da recuperare nel Mese del Pride (ANSA) – VelvetMag

Da quando il movimento LGBTQIA+ ha iniziato a far sentire la propria voce, a camminare con orgoglio e a testa alta, la società non ha più potuto girarsi dall’altra parte. Per questo, ricordare ciò che è stato è quanto mai doveroso, per non rischiare di tornare indietro: il Mese del Pride nasce proprio da tale necessità di mantenere vivo il ricordo. Il cinema LGBTQIA+, in tal senso, funge come ottimo mezzo per arricchire la propria visione, ma anche per non dimenticare. Ma è anche un atto di resistenza, perché testimonia tutta la sfaccettata, complessa e ambivalente bellezza della società. Quali sono, dunque, i migliori film a tema da recuperare? Di seguito, riportiamo i titoli con il ranking maggiore secondo Rotten Tomatoes.

Mese del Pride, i migliori film LGBTQIA+ secondo Rotten Tomatoes

Welcome to Chechnya (2020) è, secondo Rotten Tomatoes, il miglior film a tematica LGBTQIA+. Diretto dal reporter e documentarista David France e scritto da quest’ultimo insieme a Tyler H. Walk, il lungometraggio è una dura testimonianza delle atrocità anti-gay messe in atto in Cecenia, alla fine degli anni 2010. Girato con telecamere nascoste, GoPro e telefoni cellulari, il lungometraggio segue la fuga di rifugiati appartenenti alla comunità LGBTQIA+. Presentato al Sundance Film Festival il 26 gennaio, il film ha un punteggio del 100%.

Un altro film da recuperare nel Mese del Pride è Mucho Mucho Amor: The Legend of Walter Mercado (2020). Diretto da Cristina Costantini e Kareem Tabsch, si basa sulla vita di vita e carriera di Walter Mercado, tra i più influenti astrologi latinoamericani. Personalità eccentrica, nonostante le insistenti voci sulla sua omosessualità, Mercado non ha mai parlato apertamente della sua sessualità, sebbene si sia definito androgino. Il film detiene un punteggio del 100%.

Anche A secret love (2020) detiene il medesimo punteggio. Documentario/romantico diretto da Chris Bolan, racconta la storia d’amore lunga quasi sessant’anni di Pat Henschel e Terry Donahu, ripercorrendone la carriera, il coming out dinanzi alle rispettive famiglie conservatrici e molto altro. Di diverso tenore, ma ugualmente con un ranking del 100%, è We Were Here (2011), documentario che ripercorre cinque intense testimonianze di “sopravvissuti” all’avvento dell’AIDS, nella città di San Francisco, tra i centri nevralgici della prima fase della pandemia. Un documentario duro, arricchito da materiale d’epoca, che ripercorre anche gli inevitabili risvolti politici che spinsero la comunità a prendere piena consapevolezza della situazione.

Gli altri titoli da recuperare

Riavvolgendo il tempo di alcuni anni, fino al 1931, si segnala anche Ragazze in uniforme (Maedchen Uniform), di Leontine Sagan. Di genere drammatico/ romantico viene convenzionalmente ritenuto il primo film a tematica lesbo mai girato e ruota attorno alla figura di Manuela. Giovane ragazza, spedita in un collegio femminile, finirà per infatuarsi di una delle sue insegnanti. Un soggetto audace, soprattutto in considerazione del fatto che sia uscito oltre novant’anni fa. Su Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 100%.

Un altro titolo da recuperare nel mese del Pride è Kokomo City (2023), con il 99% di gradimento sul noto sito di aggregazione di pareri professionali. Scritto, diretto e montato da D. Smith, segue le storie di quattro donne transessuali nere, raccontandone anche le rispettive esperienze come sex-worker a New York e in Georgia. Tra gli altri film da recuperare si segnala, con un indice di gradimento del 99%, 120 battiti al minuto (120 battements par minute). Scritto e diretto da Robin Campillo, è stato distribuito nel 2017. Il titolo fa riferimento ai 120 battiti al minuto della musica pop degli Anni Novanta, periodo in cui è ambientato il film. In quel frangente, infatti, gli attivisti del collettivo francese Act Up-Paris cercano di richiamare l’attenzione sui malati di AIDS.

“120 battiti al minuto” tra i migliori film LGBTQIA+ da recuperare nel Mese del Pride

Altri film da non perdere

Con un indice di gradimento del 97% su Rotten Tomatoes si segnala anche Girl Picture (2022), del finlandese Alli Haapasalo. Il film ruota attorno alle vicende di tre ragazze adolescenti – Aamu Milonoff, Eleonoora Kauhanen e Linnea Leino – raccontandone le aspirazioni, i sogni e le emozioni. Infine, entrambi con un ranking del 98% sul noto sito di aggregazione, si piazzano MoonlightFlee. Il primo, distribuito nel 2016, ha trionfato in occasione dei Premi Oscar 2017, conseguendo la statuetta per il Miglior Film.

“Flee” tra i migliori film da recuperare nel Mese del Pride secondo Rotten Tomatoes – VelvetMag

Il secondo, invece, è co-scritto e diretto da Jonas Poher Rasmussen ed è un documentario d’animazione, incentrato sulla figura di Amin, ripercorrendone la fuga dall’Afghanistan alla Danimarca nell’adolescenza. Per anni, il protagonista ha nascosto la sua sua storia e, in procinto di convolare a nozze con il suo compagno, ha scelto di raccontare tutto.

Lorenzo Cosimi

Cinema e tv Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social. Segui Lorenzo su Instagram Segui Lorenzo su Facebook

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