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L’Iran non vuole l’escalation. Ma il messaggio è chiaro

Avvisati in anticipo i Paesi della regione sull'attacco a due basi aeree israeliane

L’attacco missilistico dell’Iran a Israele, ha tenuto tutto il mondo con il fiato sospeso. Per la prima volta nella sua storia iniziata nel 1979 la Repubblica islamica ha attaccato direttamente il territorio israeliano. Ma in realtà dietro il massiccio lancio di missili e droni Shaed, non vi sarebbe alcuna intenzione di escalation.

Fonti iraniane infatti hanno confermato, che tutti i servizi segreti dei Paesi regionali erano stati avvisati dell’attacco già 48 ore prima. E nella notte dell’aggressione, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno condiviso con gli Stati Uniti informazioni utili a Israele per contrastare l’attacco. Segnale evidente questo, che l’azione di Teheran aveva un chiaro scopo simbolico e politico più che militare. L’intento infatti era quello di vendicare pubblicamente la gravissima violazione della sovranità nazionale di Teheran da parte di Israele, a seguito del bombardamento del Consolato iraniano a Damasco. Ma che cosa dobbiamo aspettarci adesso? Quale sarà la reazione del presidente Netanyahu, che per mesi non ha fatto altro che basare la sua azione di governo sulla linea della risposta militare sproporzionata?

Iran/ FOTO ANSA

L’attacco dell’Iran: i missili ipersonici sulle basi di Nevatim e Ramon

Nella notte tra il 13 e il 14 aprile, secondo fonti del New York Times, circa 185 droni, 36 missili da crociera e 110 missili balistici hanno violato lo spazio aereo israeliano. I sistemi di difesa di Tel Aviv, coadiuvati anche dai caccia anglo-americani e francesi, avrebbero intercettato circa il 99% degli ordigni. Ad essere state gravemente danneggiate però da 7 missili ipersonici Kheibar, sono state le basi aeree di Nevatim e Ramon. Che ospitano i caccia F-35, i veicoli responsabili dell’attacco al Consolato iraniano a Damasco. Tutti i missili ipersonici iraniani hanno centrato il proprio obbiettivo, data l’impossibilità per le tecnologie militari attuali di bloccare un missile ipersonico. Che viaggia a oltre 12mila km orari e cambia continuamente traiettoria. Teheran ha dunque volutamente massimizzato l’effetto d’immagine e ridotto al minimo i danni concreti contro Israele. Dimostrando allo stesso tempo però di poter centrare i propri obbiettivi strategici in qualsiasi momento.

Ministro degli esteri iraniano/ FOTO ANSA

Il racconto dominante nei media occidentali invece è stata la gloriosa vittoria militare di Israele, che è riuscito a difendersi da un attacco senza precedenti. La verità però è che dei piani d’aggressione di Teheran erano già state ampiamente avvisate le intelligence di tutti i Paesi della regione. Compresi Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti che hanno condiviso importanti informazioni con gli USA. Ad oggi la rappresaglia dimostrativa contro Tel Aviv, come riferiscono le parole del rappresentate dell’Iran presso le Nazioni Unite, “può dirsi chiusa. A meno che Israele non commetta un altro errore”, come quello al Consolato a Damasco. Ora il gioco è dunque in mano al presidente Netanyahu. A cui il presidente USA, Joe Biden, l’indomani dell’attacco avrebbe raccomandato di non prendere in considerazione iniziative militari contro l’Iran. Un obbiettivo che ad oggi può considerarsi raggiunto. Ma non per molto.

La possibile risposta di Netanyahu all’attacco

In questi mesi infatti Netanyahu non ha mai rispettato la linea rossa imposta da Washington. Mentre in questo momento il presidente israeliano farebbe bene a cogliere l’assist arrivato da Teheran per svariate ragioni. L’attacco missilistico infatti ha rinnovato l’immagine da carnefice a vittima d’Israele, nonostante le innumerevoli atrocità compiute negli ultimi mesi a Gaza che stavano isolando Tel Aviv dai suoi alleati.

Esercito di Israele/ FOTO ANSA

Sarebbe saggio, dunque, non rompere ulteriormente i sottilissimi equilibri regionali e finire la partita contro l’Iran sull’1 a 1. Ma tra gli esperti c’è chi si aspetta una dura risposta dell’IDF, che avrà molto probabilmente nel mirino le milizie filo-iraniane di Hezbollah in Libano. L’Iran è stato ben attento da non provocare il peggio, Israele farà lo stesso?

Chiara Cavaliere

Attualità, Spettacolo e Approfondimenti

Siciliana trapiantata nella Capitale, dopo la maturità classica ha coltivato la passione per le scienze umane laureandosi in Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli. Senza mai abbandonare il sogno della recitazione per cui ha collaborato con le più importanti produzioni cinematografiche italiane tra cui Lux Vide, Lotus e Italian International Film.
Si occupa di attualità e degli approfondimenti culturali e sociali di MAG Life, con incursioni video. Parla fluentemente inglese e spagnolo; la scrittura è la sua forma di attivismo sociale. Il suo mito? Oriana Fallaci.

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