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Cosa vuol dire che l’Unione Europea ha bandito i glitter?

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Per un’Europa più green, dovremo fare a meno dei glitter. L’Unione Europea, per contrastare l’inquinamento e la dispersione delle microplastiche nell’ambiente, ha vietato la vendita di glitter in ogni sua singola forma. 

Chi ha sempre ceduto al fascino dei glitter trovandoli assolutamente irresistibili da oggi dovrà farne a meno. Da sempre fedelissimi alleati del make-up e non solo, i glitter sono stati banditi dall’Unione Europea che ne ha vietato la commercializzazione a partire dal 15 ottobre 2023. Perché?, vi chiederete. Una domanda più che legittima, se si considera l’utilizzo versatile di questi piccolissimi accessori.

Crediti: Pexels – VelvetMag

Spesso utilizzati nel make-up (come dimostrato da Euphoria), i glitter accompagnano anche tantissimi oggetti come i bigliettini d’auguri e anche le palle decorative dell’albero di Natale. Da oggi in poi i glitter non saranno più prodotti e per un motivo fondamentale. La decisione dell’Unione Europea arriva per cercare di contrastare la dispersione di microplastiche nell’ambiente e parte proprio dall’utilizzo spropositato di glitter. “Vietare l’uso di microplastiche intenzionalmente aggiunte è una risposta a una seria preoccupazione per l’ambiente e la salute delle persone”, è quanto dichiarato da Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’ambiente.

I glitter saranno un lontano ricordo: il divieto dell’Unione Europea

Per un’Europa ancora più green bisognerà fare a meno per sempre dei glitter in ogni sua singola associazione. Dimenticate i Capodanno luminosi e i make-up scenografici così come le decorazioni natalizie estremamente luccicanti. Stando alle nuove regole imposte dall’Unione Europea non è possibile acquistare glitter in nessuna forma, inclusi i cosmetici. L’intenzione è in ogni caso migliorare la consistenza dei prodotti acquistati, così come ridurre l’inquinamento. Infatti l’obiettivo principale è quello di ridurre del 30% la diffusione di queste microplastiche nell’ambiente, una dispersione che avviene nei mari così come tra i celi e persino presente negli organi umani ed animali. Un obiettivo che si vuole raggiungere ottimisticamente parlando entro il 2030.

Crediti: Pexels – VelvetMag

Questo divieto arriva anche a fronte di un’analisi. Ogni anno in Europa circa 42mila tonnellate di microplastiche sono destinate ad essere rilasciate nell’ambiente intaccandone l’ecosistema. Per contrastare l’inquinamento, l’Unione Europea ha varato questa nuova legge che vieta l’acquisto di cosmetici e prodotti per la casa e per la persona contenenti glitter. “La vendita di microplastiche da sole o in prodotti per i quali non è previsto un periodo transitorio sarà vietata dal 17 ottobre 2023. Ed è il caso dei glitter di plastica”, ha dichiarato un portavoce della Commissione Europea come riportato da WWD.

Crediti: Pexels – VelvetMag

I glitter non sono altro che un composto di polimeri e alluminio, microsfere e altri materiali che spesso sono destinati alla cosmetica, ma non solo. Per limitarne quindi la dispersione è stato necessario l’intervento dell’Unione Europea. Un fenomeno che al tempo stesso ha scatenato anche la caccia al brillantino. Come riporta RaiNews, ad esempio, in Germania sono improvvisamente incrementate le vendite di glitter, una scorta post apocalittica di brillantini in vista del divieto. II commissario per il mercato interno Thierry Breton ha dichiarato: “Questa restrizione contribuisce alla transizione verde dell’industria dell’Ue e promuove prodotti innovativi privi di microplastiche, dai cosmetici ai detergenti fino alle superfici sportive”.

Cristina Migliaccio

Moda, Lifestyle & Glamour Nata ad Ischia, ha studiato a Salerno dove ora vive Editoria e pubblicistica. Ha vissuto quattro anni a Roma diventando giornalista pubblicista. Appassionata di libri e di tutte le dinamiche dell'intrattenimento televisivo, soprattutto riguardo le serie TV. Si occupa di Moda, analizzando nel dettaglio i red carpet e le tendenze. Sul blog www.velvetgossip.it di VelvetMAG è curatrice di curiosità ignote ai più. Segui Cristina su LinkedIn

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