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Covid, Kraken fa paura. L’Oms: “Mascherine al chiuso e dove c’è folla”

In Italia diminuiscono i casi e la situazione complessiva è sotto controllo ma occorre prepararsi a una possibile ondata di nuovi contagi

Sul fronte della pandemia di Covid l’Europa, e con essa l’Italia, si prepara ad affrontare la variante Kraken del Coronavirus. “Esiste una moderata probabilità“, afferma il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che essa divenga dominante a breve.

La sottovariante di Omicron XBB.1.5, soprannominata Kraken, potrebbe a quel punto causare “un aumento sostanziale del numero di casi di Covid19 entro i prossimi uno o due mesi“.

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Secondo L’Oms occorre tornare a indossare le mascherine anti Covid nei luoghi chiusi. Foto Ansa/Angelo Carconi

Al momento non ci sono segnali che la gravità dell’infezione di XBB.1.5 sia diversa da quella dei sottolignaggi Omicron circolanti in precedenza” aggiunge l’ente di controllo europeo. Ma la sottovariante Kraken ha un’impressionante capacità di diffondersi. In Italia, però, al momento, diminuiscono i casi di Covid, del 38,2% e i decessi del 25,7%, nell’ultima settimana. I dati emergono dal bollettino del ministero della Salute relativo alla settimana 6-12 gennaio 2023.

Covid, i dati dell’Italia

Sono 84.076 i nuovi casi positivi al virus, con una diminuzione del -38,2% rispetto alla settimana precedente (135.990). Sono invece 576 i deceduti a causa o come concausa, del Covid. Una cifra che significa una diminuzione del -25,7% rispetto alla settimana precedente (775). I tamponi eseguiti sono 767.718 con una variazione di -10,3% rispetto alla settimana precedente (855.823). Scende anche il tasso di positività, pari all’11,% con una variazione di -4,9% rispetto a sette giorni fa (15,9%). In calo poi l’incidenza settimanale a livello nazionale. Si registrano nel nostro paese 143 casi ogni 100mila abitanti rispetto a 231 ogni 100mila abitanti della settimana precedente.

Le terapie intensive

Nel periodo 21 dicembre 2022-03 gennaio 2023, l’indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici di Covid è stato pari a 0,91 (range 0,77-1,11). Valore in aumento rispetto alla settimana precedente ma ancora sotto la soglia epidemica. L’Rt la scorsa settimana era a 0,83. Lo indica il monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute sull’andamento del Covid in Italia. Il tasso di occupazione dei posti-letto in terapia intensiva, per pazienti Covid, è in lieve calo al 3,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 12 gennaio) rispetto al 3,2% della settimana precedente. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 10,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 12 gennaio) rispetto al 12,1% di 7 giorni prima.

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Il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Foto Ansa/Angelo Carconi

Regioni a rischio

Oggi in Italia nessuna Regione e provincia autonoma è classificata a rischio alto per l’evolversi dei casi di Covid. Sette sono invece classificate a rischio moderato e, secondo quanto l’Ansa ha appreso, sono Basilicata, Emilia Romagna, Provincia di Trento, Puglia, Sardegna e Sicilia, Umbria. Quattordici, infine, quelle classificate a rischio basso.

Covid, l’appello dell’Oms

Ne suo ultimo bollettino l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) afferma che le mascherine “continuano ad essere uno strumento chiave contro il Covid. Sono consigliate a seguito di una recente esposizione al Covid, quando qualcuno ha o sospetta di avere Covid, se si è ad alto rischio di Covid grave e per chiunque si trovi in uno spazio affollato, chiuso o scarsamente ventilato“. L’Oms continua a raccomandare l’uso delle mascherinein situazioni specifiche e l’aggiornamento ne raccomanda l’uso indipendentemente dalla situazione epidemiologica locale“. E questo perché attualmente “la diffusione del Covid a livello globale” resta significativa. A tre anni dalla pandemia il virus è tutt’altro che scomparso.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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