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Covid, variante Kraken: “La più contagiosa, ma basta il vaccino”

Lo afferma l'infettivologo Bassetti. Dominante negli Usa, ha soppiantato Omicron in altri 28 paesi del mondo

A tre anni dallo scoppio della pandemia di Covid, si profila una nuova variante del virus Sars-CoV-2, detta Kraken, ora preponderante negli Stati Uniti. Matteo Bassetti: “Chi è già vaccinato non avrà grossi problemi“.

La variante Kraken si sta espandendo, dunque, di pari passo col rischio, che anche l’Oms ha evidenziato, di un aumento dei casi Covid-19 su tutto il pianeta.

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Il Covid è tutt’altro che estinto nel mondo e si riaffaccia a causa della variante Kraken. Foto Ansa/Alessandro Di Marco

“Alta diffusione come il morbillo”

Servirebbero test anche su chi arriva dagli Usa, oltre che dalla Cina? “Più che i test per chi arriva dagli Stati Uniti o da altre parti del mondo, serve dire alle persone che se si è vaccinati con il ciclo completo Kraken non è un problema“. Così all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova. A proposito delle caratteristiche della variante Kraken il virologo sottolinea che “è più contagiosa“.

Parliamo dei livelli del morbillo – spiega Bassetti – probabilmente è la più contagiosa malattia respiratoria vista fino ad oggi. Ma non è più aggressiva se sei immunizzato“. “Discorso diverso per la Cina, dove la copertura vaccinale è bassa. E non abbiamo dati verificati su quello che sta circolando“, precisa il medico genovese. “Il concetto da comunicare – sottolinea Bassetti – è che Omicron non è più o meno aggressiva di Delta o del virus originale in senso assoluto, ma è meno pericolosa perché sulla sua strada oggi trova gli anticorpi generati dal vaccino anti-Covid o dall’essere guariti. Chi non è vaccinato contro Omicron può morire non meno di quanto sarebbe morto a causa del virus originale“.

Covid, cos’è Kraken

In questo inizio d’anno 2023 il ceppo virale dominante negli Stati Uniti è la variante Kraken, come detto. Un ceppo che è comparso, in realtà, in almeno altri 28 paesi, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Hans Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa, ha invitato tutti i paesi ad aumentare la sorveglianza genomica sul virus per prevenire il rischio di nuove varianti. Pur rappresentando solo l’1% di tutti i casi di Covid-19 all’inizio di dicembre, le stime dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie mostrano che Kraken è cresciuto fino a diventare responsabile di circa il 41% di tutte le infezioni. Negli Stati nord-orientali degli Usa questa cifra è balzata oltre il 70%.

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Matteo Bassetti e sua moglie Maria Chiara Milano Vieusseux al 79° Festival del Cinema di Venezia il 2 settembre 2022. Foto Ansa/Ettore Ferrari

Sintomi e pericolosità

I sintomi della malattia sono sostanzialmente invariati e simili a quelli dell’influenza. Duqnue chi dovesse contrarre l’infezione di Coronavirus da variante Kraken non ha di che stupirsi. Potrà sentire mal di gola e tosse, raffreddore, stanchezza. O anche dolori muscolari e articolari. Al momento, secondo gli scienziati, non esistono differenze significative nella gravità tra i casi Covid-19 causati da Kraken e quelli originati dalle varianti precedenti. I dati tuttavia rimangono invece limitati sulla gravità di Xbb.1.5 (la variante Kraken) e sulla sua propensione a causare malattie gravi o morte.

Kraken, un ‘soprannome’

Le varianti Covid sono attualmente nominate, utilizzando l’alfabeto greco, da un gruppo di esperti convocato dall’Oms. L’ultima variante dal nome greco, Omicron, è emersa più di un anno fa e non ha lasciato spazio ad altri ceppi significativamente diversi. Omicron ha generato diversi lignaggi, tra cui Xbb.1.5, e i loro nomi derivano da un mix di alfabeti e numeri noto come Pango. Ciò ha portato all’aumento della popolarità dei soprannomi online informali, tra cui Kraken. Il soprannome di Xbb.1.5 è stato proposto da un professore evoluzionista su Twitter per abbinare la forza del nuovo ceppo con il mitologico mostro marino.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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