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Parigi: attacco all’arma bianca alla Gare du Nord, 6 feriti

Arrestato un uomo, ferito a sua volta da un poliziotto fuori servizio. Venti giorni fa la strage in un centro culturale curdo

Mattina di terrore a Parigi, mercoledì 11 gennaio. Sei persone sono rimaste ferite in seguito a un attacco alla stazione ferroviaria Gare du Nord da parte di un uomo.

Lo ha reso noto la polizia francese, precisando che i feriti non sono in gravi condizioni di salute. L’aggressore si è servito di un’arma che assomiglierebbe a un punteruolo utilizzato per praticare fori nei muri. L’attacco giunge a neppure un mese dalla strage a colpi di arma da fuoco da parte di un 69enne francese in un centro culturale curdo di Parigi.

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La polizia chiude l’area della Gare du Nord a Parigi dove si è verificata l’aggressione armata da parte di un uomo: 6 i feriti. Foto Twitter @InfosFrancaises

Aggressore ferito

Il primo a reagire all’attacco alla stazione ferroviaria è stato un poliziotto non in servizio, che ha ferito l’aggressore prima di essere raggiunto da alcuni colleghi in divisa. I soccorritori hanno trasportato l’uomo colpito in ospedale: si troverebbe in prognosi riservata per un proiettile che l’ha raggiunto al torace, piantonato in ospedale. I fatti sono accaduti attorno alle 6.45 del mattino. Il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, si è recato immediatamente sul posto dell’attentato. Via Twitter ha ringraziato gli agenti per la loro reazione “efficace e coraggiosa“.

Parigi non si ferma

Le forze dell’ordine hanno stabilito un perimetro di sicurezza attorno alla zona in cui si è verificato l’attacco. Ma la stazione ferroviaria – sempre molto affollata soprattutto al mattino, piena di pendolari come di turisti – continua a funzionare. E questo nonostante alcuni treni bloccati e arrivati (o partiti) in ritardo.

Si ignorano i motivi del gesto dell’aggressore, che ha provocato un’ondata di panico fra i passeggeri dei treni e della metropolitana RER, ossia la metro regionale di Parigi, molto affollata di mattina alla stazione della Gare du Nord. Lì infatti giungono tutti i pendolari che abitano nella banlieue Nord (la periferia) della metropoli francese (che conta 2,2 milioni di abitanti ma che con le città della cintura arriva a 12 milioni). La linea B della metropolitana Rer, in particolare, collega a Parigi sia l’aeroporto Charles de Gaulle (a nord) sia quello di Orly (a sud).

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La Gare du Nord, una delle principali stazioni ferroviarie parigine, nei momenti successivi all’aggressione armata dell’11 gennaio 2023. Foto Twitter @DailyWorld24

Ferito anche un poliziotto

Fra i sei feriti, secondo quanto filtra da Parigi, c’è un poliziotto delle dogane, presente alla stazione perché dalla Gare du Nord partono anche i treni Eurostar per Londra. Sul posto si è già recato, come detto, il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, che si è complimentato con le forze dell’ordine. Ma anche il prefetto di Parigi, Laurent Nuñez, e la sindaca Anne Hidalgo.

Non è terrorismo organizzato

Si ignorano i motivi del gesto, che ha provocato un’ondata di panico fra i passeggeri dei treni e della metropolitana di Parigi. Nessun elemento permette al momento di dire che l’attacco sia di natura terroristica. Ciò è quanto affermano fonti vicine all’inchiesta giudiziaria subito avviata dalla magistratura della capitale francese. Gli inquirenti aggiungono che la pista di un atto di terrorismo interno o internazionale non è tra le ipotesi “privilegiate dagli investigatori. Da un punto di vista formale la procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio affidata adesso alla polizia giudiziaria.

Parigi, la strage al centro curdo

L’attacco all’arma bianca alla Gare du Nord di Parigi si è verificato a venti giorni dalla sparatoria nei pressi di un centro culturale curdo in Rue d’Enghien, nel 10° Arrondissemet che ha provocato una strage. Tre persone sono morte e altre sono rimaste ferite a causa dell’attacco, alle 12 del 23 dicembre scorso. La polizia aveva fermato un francese di 69 anni, il quale aveva poi dichiarato di aver avuto motivazioni razziste alla base del plurimo omicidio.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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