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Covid in Cina, 88 milioni di contagiati

Si prevede una crescita ulteriore per il Capodanno cinese, quando in tanti andranno a trovare i parenti rischiando di diffondere il virus

Lo Henan, la provincia più popolosa della Cina, ha quasi il 90% dei suoi residenti infettati di Coronavirus, e dunque esposti al Covid.

Lo ha dichiarato un funzionario della sanità regionale cinese. La Terra del Dragone si trova ad affrontare un rimbalzo senza precedenti di casi di Sars-CoV-2. Nell’Henan centrale, la terza provincia più popolosa della Cina, l’89% della popolazione è risultata infettata dal virus il 6 gennaio, ha dichiarato il funzionario sanitario locale Kan Quancheng.

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In coda davanti a un venditore di zucchero filato in un parco a Pechino. Foto Ansa/Epa Wu Hao

Il Covid in Cina oggi

In base a questa percentuale, circa 88,5 milioni di persone sui quasi 100 milioni di abitanti della provincia rischiano di ammalarsi di Covid. Nel frattempo, però, la Cina ha tolto ogni obbligo di quarantena per i viaggiatori provenienti dall’estero. Pechino prosegue così nel suo percorso di attenuazione, se non di eliminazione, delle rigidissime misure anti Covid in vigore dallo scoppio della pandemia, tre anni fa.

Via la quarantena

L’eliminazione dell’obbligo di quarantena per i viaggiatori stranieri che arrivano nel paese costituisce un altro passo avanti in questa direzione. E ciò accade malgrado le proteste del Governo cinese contro l’imposizione di tamponi ai viaggiatori che dalla Cina giungono in paesi come gli Usa, il Giappone e la stessa Italia.

Invece da oggi chi arriva in Cina dall’estero non dovrà più trascorrere negli appositi hotel un periodo di isolamento. Nel marzo 2020 tale misura aveva un termine di 3 settimane. Col passare del tempo la quarantena obbligatoria era scesa fino a 7 giorni (la scorsa estate) e a 5 giorni lo scorso novembre.

Boom di viaggi all’estero

Le misure draconiane imposte dalle autorità cinesi avevano provocato un deciso rallentamento dell’economia del Dragone e crescenti proteste popolari in tutta la Cina. A dicembre scorso le autorità avevano annunciato la revoca della quarantena, spingendo molti cittadini cinesi a programmare viaggi all’estero, con un boom di prenotazioni sui siti specializzati. La prospettiva di un massiccio afflusso di turisti cinesi ha portato però diversi paesi a imporre test ai viaggiatori in arrivo dal grande paese asiatico.

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Cittadini cinesi a pattinare su un lago ghiacciato a Pechino. Foto Ansa/Epa Wu Hao

Il Capodanno cinese

Pechino ha bollato queste cautele come “inaccettabili” pur avendo chiuso le frontiere ai turisti stranieri e agli studenti internazionali per buona parte del 2020. Dalla fine della durissima strategia ‘zero Covid’ – fatta di chiusure e lockdown anche con pochissimi casi – i contagi sembrano esplosi. In Cina, si sostiene in Occidente, ci sono state poche vaccinazioni, soprattutto nelle fasce di popolazione fragile e anziana. Ora si prevede che i contagi siano destinati ad aumentare ancora a fine gennaio. Proprio quando milioni di persone lasceranno le megalopoli per recarsi nelle campagne a visitare i parenti, spesso anziani e vulnerabili, in occasione del Capodanno cinese.

La Cina e Hong Kong

Fra le misure che la Cina ha deciso di adottare c’è anche il ripristino del traffico passeggeri tra la madrepatria e la regione amministrativa speciale di Hong Kong. Lo riporta l’agenzia Xinhua. Con la revoca delle restrizioni anti-Covid, i valichi tra l’isola e la città di Shenzen si stanno gradualmente riaprendo. Secondo l’amministrazione di Hong Kong, circa 60 mila residenti dell’isola si recheranno ogni giorno nella Cina continentale, 50mila dei quali tramite i tre punti di accesso via terra. Gli altri potranno utilizzare i traghetti, gli aerei o il ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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