NewsPrimo piano

Meteo, cosa ci porterà la Befana

Ci sarà un tentativo da parte di correnti fredde di fare breccia nell'anticiclone africano. La vera svolta, però, arriverà nei giorni successivi

Gli esperti meteo hanno provato a prevedere con un certo anticipo le condizioni del tempo per la festa della Befana, in occasione, ovviamente, del giorno dell’Epifania, 6 gennaio.

In sostanza per il periodo che va dal 2-3 gennaio sino a dopo la Befana 7-8 gennaio. Qualche buona notizia effettivamente c’è.

mare natale befana meteo
Bagnanti d’inverno in Liguria, dove è tradizione fare un bagno propiziatorio in mare fra Natale e l’Epifania. Foto Twitter @GiovanniToti

Meteo, le condizioni a gennaio

Si tratta di un tentativo da parte delle fredde correnti settentrionali di fare breccia nell’area anticiclonica per riportare una certa normalità climatica sull’Italia. Entrambi i modelli meteo – quello europeo e quello americano – identificano un primo approccio intorno al 3-4 gennaio e un secondo (apparentemente più incisivo) tra il 7 e l’8 gennaio. Data la distanza temporale, l’attendibilità risulta maggiore per quello previsto il 3-4. La matrice dell’impulso, sostiene 3Bmeteo, sarà scandinava e porterà freddo e neve fino a bassa quota sul Baltico, la Danimarca e probabilmente anche la Germania settentrionale e la Polonia. Tutti territori che, come il resto dell’Europa centrale e meridionale, sono stati sopra la media delle temperature del periodo.

L’obiettivo di questo impulso sarà l’area balcanica ma la coda della perturbazione meteo a cui si assocerà potrebbe interessare anche parte dell’Italia. Le conseguenze in termini di precipitazioni per il nostro Paese sarebbero limitate al settore settentrionale e forse al medio alto Adriatico. Un passaggio instabile del meteo, dunque, che porterebbe delle nevicate sulle Alpi sotto ai 1500 metri e delle piogge in pianura. Il transito sarebbe accompagnato da un sostanzioso calo termico che tuttavia ci riporterebbe solo entro la normalità dopo le anomalie positive dei giorni precedenti.

Il giorno 4 gennaio i residui del fronte, indeboliti dall’anticiclone transiterebbero anche al Centro e al Sud ma con effetti meteo assai scarsi. Più che altro ci sarebbe un calo delle temperature che solo sul versante adriatico potrebbero tornare in media. Successivamente l’anticiclone dovrebbe tornare a prevalere pur con qualche infiltrazione umida da ovest e con temperature in nuovo aumento. Se tutto andrà come attualmente proposto dai modelli, la giornata dell’Epifania sarebbe stabile, dal punto di vista meteo, e mite con sole prevalente ma anche nebbie al Nord e qualche pioggia tra Liguria e alta Toscana.

meteo befana previsioni
Per la Befana previsioni di un meteo instabile sull’Italia

Dopo l’Epifania, cosa potrà succedere

Per quanto riguarda il successivo impulso che i modelli mostrano al momento, come più incisivo tra il 7 e l’8, non è facile fare previsioni. Una svolta potrebbe concretizzarsi subito dopo le festività, stante una maggiore ondulazione del flusso zonale. Le ultime proiezioni del centro meteo americano indicano infatti l’affondo di una saccatura dal Nord Europa verso l’Italia per il 7 gennaio, con associato un vortice ciclonico.

È un’evoluzione incerta, ma se dovesse essere confermata ci sarebbe il ritorno a un dinamismo di stampo più invernale. Il grosso dell’aria fredda, anche in questo caso, scivolerebbe sull’Europa Orientale, ma vi sarebbe comunque il ritorno almeno della pioggia e della neve sui rilievi. Le proiezioni del centro meteo europeo vedono invece una maggiore persistenza dell’anticiclone, anche se la tendenza verso il 10 Gennaio sarebbe favorevole ad un cambiamento per l’intrusione di correnti nord-atlantiche. Un cambio di circolazione appare quindi sempre più probabile dopo la prima decade del mese.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button