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I 10 migliori film del 2022: i top dell’ultimo anno cinematografico

Un anno ricco di novità per il grande schermo, dopo due anni di crisi pandemica

Il 2022 ha portato con sé diverse sorprese sul grande schermo: di seguito, la lista dei 10 migliori film dell’ultimo anno. Gli scorsi dodici mesi hanno riservato numerose novità di vario genere: qui ne abbiamo raggruppate alcune tra le più significative: ecco la nostra personale lista.

Il 2022 è ormai giunto al termine e, così come accade ogni anno, è arrivato il momento di tirare le somme. Gli ultimi dodici mesi sono stati ricchi di sorprese, che hanno segnato la ripresa della settima arte, dopo due anni di crisi post-pandemica. Lo dimostra il fatto che ben tre titoli distribuiti nel corso del 2022 abbiano superato la soglia del miliardo di dollari, ovvero Jurassic World – Il dominio, Top Gun: Maverick e Avatar – La via dell’acqua, destinato ad andare ben oltre. Parallelamente ai suddetti blockbuster, l’ultimo anno ha assistito al trionfo dell’autorialità, che ha trovato posto tra le più acclamate kermesse cinematografiche, tra la Mostra di Venezia e il Festival di Cannes. Di seguito, proponiamo una personalissima lista dei 10 migliori film che, per diverse ragioni, si sono distinti.

(Da sinistra) Timothée Chalamet in "Bones and All", Léa Seydoux in "Crimes of the Future" e Michelle Williams in "The Fabelmans" (screenshot trailer) - VelvetMag
(Da sinistra) Timothée Chalamet in “Bones and All”, Léa Seydoux in “Crimes of the Future” e Michelle Williams in “The Fabelmans” (screenshot trailer) – VelvetMag

I 10 migliori film del 2022: Triangle of Sadness al decimo posto

Palma d’Oro al 75° Festival di Cannes, vincitore di quattro European Film Awards – tra cui miglior film – e candidato agli 80° Golden Globes, Triangle of Sadness è una feroce – nonché originale – riflessione sul tema del denaro e del dislivello sociale che esso comporta. Ancor più cinico del recente The Menu di Mark Mylod – con una Anya Taylor-Joy e un Ralph Fiennes in stato di grazia – il film di Ruben Östlund è volutamente prolisso, esagerato e squilibrato, con un senso di disagio che permea ora nelle situazioni portate in scena, ora nei dialoghi mai scontati. Proprio una lussuosa crociera, a cui prenderanno parte persone di diverse “estrazione sociale”, tra cui la coppia di modelli Carl e Yaya (rispettivamente Harris Dickinson e la prematuramente scomparsa Charlbi Dean), l’oligarca russo Dimitrij (Zlatko Burić), in viaggio con la moglie Vera (Sunnyi Melles), Winston e Clementine, una coppia di ingegneri (Oliver Ford Davies e Amanda Walker) e lo staff della nave, sarà l’occasione per sovvertire, in maniera inaspettata, quest’ordine piramidale.

9. Bones and All

Tra i 10 migliori film dell’ultimo anno si segnala Bones and All, ritorno al lungometraggio di Luca Guadagnino a distanza di quattro anni dall’uscita di Suspiria. Presentato in concorso alla 79a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha ottenuto il Leone d’argento per la regia e il Premio Marcello Mastroianni per la performance di Taylor Russell. La pellicola, che alterna forte momenti splatter e scene di intenso lirismo, è un road movie che racconta anche la storia d’amore tra Lee (Timothée Chalamet) e Maren (Taylor Russell).

Taylor Russell e Timothée Chalamet sono Maren e Lee in Bones and All (Press Office) - VelvetMag
Taylor Russell e Timothée Chalamet sono Maren e Lee in Bones and All (Press Office) – VelvetMag

Una storia segnata dall’incontro con diversi personaggi, che come loro vivono ai margini della società, per via della loro particolare condizione: l’essere cannibali. Ma perché “anche” una storia d’amore? Perché è soprattutto un viaggio alla ricerca di se stessi, alla scoperta di quell’impulso auto-distruttivo che, troppo spesso, porta a rifugiarsi nella dipendenza di ogni tipo, tra cui quella affettiva. Basato sul romanzo Fino all’osso di Camille DeAngelis, vede nel proprio cast anche Mark Rylance, André Holland, Chloë Sevigny, Jessica Harper e Michael Stuhlbarg.

8. Nope, tra i migliori 10 film del 2022

Dopo Scappa – Get Out e Noi, Jordan Peele si riconferma come uno degli autori contemporanei del genere horror più influenti in assoluto, grazie a Nope. Interpretato dal Premio Oscar Daniel Kaluuya – già protagonista di Get Out – Keke Palmer, Steven Yeun, Michael Wincott e Brandon Perea, il film si pone come una riflessione sulle derive della società dello spettacolo, attraverso un’operazione squisitamente metalinguistica che mischia diverse suggestioni: dalla sci-fi alla Incontri ravvicinati del terzo tipo risalendo fino alle forme pre-cinema (la serie di figure Animal Locomotion del 1872 di Eadweard Muybridge). Nel dettaglio, la pellicola ruota attorno alle vicende di Otis OJ Haywood Jr. (Kaluuya) e della sorella Emerlad “Em” (Palmer) che gestiscono il ranch di famiglia, dopo la misteriosa morte del padre. Qui allevano cavalli, appositamente addestrati per essere impiegati in produzioni cinematografiche. Gli animali inizieranno a sparire improvvisamente e la causa sarà presto svelata: un UFO. Otis si lascerà convincere a documentarne l’esistenza, reclutando una squadra pronta a tutto pur di stanarlo.

7. Gli orsi non esistono

Ultima fatica cinematografica dell’iraniano Jafar Panahi, Gli orsi non esistono è stato proiettato in anteprima alla 79a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria. Da tempo perseguitato nel suo paese di origine, che negli ultimi tempi ha iniziato ad attuare una politica repressiva, soprattutto nei confronti delle donne, Panahi con il suo decimo lungometraggio racconta di essersi rifugiato con un pc portatile e una macchina da presa in un paese al confine tra Iran e Turchia, con la speranza di poter fornire a distanza le direttive del proprio film. Tutto, però, sembra andare contro di lui: ma, nel momento in cui gli si presenta l’occasione di espatriare illegalmente in Turchia, il regista rifiuta coraggiosamente. Con questo coraggioso atto cinematografico, il regista propone una nuova opera a metà tra fiction/non-fiction, in cui “rispolvera” lo schema autobiografico mischiato a quello “meta-cinematografico”.

6. Argentina, 1985

Selezionato per rappresentare l’Argentina ai prossimi Premi Oscar, Argentina, 1985 è stato presentato in concorso a Venezia 79 ed è stato inoltre candidato come Miglior Film Straniero agli 80° Golden Globes. Insomma, ottime premesse alla base dell’ultimo lungometraggio diretto da Santiago Mitre, primo film Prime Video Original di produzione argentina. La coraggiosa pellicola di genere storico ruota attorno al primo tribunale civile incaricato di giudicare un regime militare. Si ispira alla storia vera di Julio César Strassera e Luis Moreno-Ocampo, pm incaricati dell’accusa nel processo contro le tre giunte militari che hanno comandato l’Argentina e, con l’appoggio degli Stati Uniti, hanno instaurato una dittatura autonominatasi Processo di Riorganizzazione Nazionale. Un lungometraggio “scomodo” che fa luce su una delle pagine più buie, in materia di diritti umani, dello scorso Secolo, in relazione al caso dei drammaticamente noti desaparecidos.

5. Crimes of the Future, tra i 10 migliori film del 2022

A distanza di otto anni dalla sua ultima fatica cinematografica, David Cronenberg è tornato in grande stile con Crimes of the Future, omonimo di un suo stesso mediometraggio del 1970, di cui non è un remake. Con la sua estetica conturbante, il maestro della body horror ha offerto il suo personale sguardo su un futuro imprecisato, in cui il genere umano ha attraversato una sere di mutazioni. Queste hanno permesso al corpo di non sviluppare infezioni. Ciononostante, Saul Tenser (Viggo Mortensen) ha sviluppato una particolare sindrome che comporta la nascita spontanea di organi nel suo corpo. Insieme all’ex chirurga Caprice (Léa Seydoux) si rende protagonista di esecuzioni pubbliche, durante le quali si occupa di rimuoverli.

Léa Seydoux, Viggo Mortensen e Kristen Stewart in una scena di Crimes of the Future (Press Office) - VelvetMag
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La chirurgia, vissuta come atto performativo artistico, comporta una graduale perdita di estetizzazione del corpo. Non è più un terreno circoscritto, ma una “galassia”, in continua espansione e soggetta a cambiamenti e mutazioni, spesso dovuti al contesto ambientale. In tal senso, viene meno qui la “sacralità” del corpo, abituato alle continue atrocità del film, in favore di una violenza reiterata che è, in fin dei conti, feroce metafora della società.

4. Saint Omer

Presentato in concorso alla 79a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Saint Omer di Alice Diop ha ricevuto il plauso del Lido. La pellicola ha difatti ottenuto il Leone d’Argento – Gran Premio della giuria e e il Leone del futuro per la miglior opera prima. Debutto al cinema di fiction per la regista francese di origine senegalese, si basa sulla storia vera di Laurence Coly, accusata dell’omicidio della figlia di 15 mesi. Il film, però, si pone in un’ottica estranea alla vicenda, precisamente dal punto di vista di Rama, una scrittrice che sta seguendo il processo. Il taglio documentarista permette alla pellicola di non ricadere in moralismi troppo scontati in situazioni di questo tipo. Alice Diop, come d’altronde Rama, è a Saint Omer non per giudicare, ma per osservare. Ed è forse per questo motivo che la catarsi, nell’atto finale, arriva ancor più diretta, come un pugno nello stomaco.

3. The Fabelmans

Un film in cui Steven Spielberg parla – in maniera molto romanzata – della nascita della sua passione per la settima arte: può suonare più autoreferenziale di così? Forse no ma, se non lo fa Spielberg, chi altro? The Fabelmans è il racconto delle proprie radici, è un romanzo di formazione, ma anche un’incredibile operazione di introspezione e di indagine emotiva, nata dalla mente del regista a seguito dell’impatto devastante del Covid. Attraverso il suo alter-ego cinematografico, Sammy Fabelman, Spielberg si mette a nudo, offrendoci il suo lato più tenero, vulnerabile e personale, segnato talvolta da conflitti familiari, bullismo e segreti familiari. Al centro di tutto c’è il potere salvifico e catartico della settima arte, nella sua forma più pura ed embrionale. The Fabelmans vanta nel proprio cast la presenza di Michelle Williams, Paul Dano e Seth Rogen ed è stato candidato a 5 Golden Globes.

Una scena del film The Fabelmans (screenshot trailer) - VelvetMag
Una scena del film The Fabelmans (screenshot trailer) – VelvetMag

2. Licorice Pizza

D’accordo, nelle sale statunitensi è stato rilasciato a fine 2021, ma in Italia Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson è arrivato solo il 17 marzo 2022. E noi non potevamo assolutamente non includerlo in questa lista. L’ultima fatica cinematografica del regista di capolavori del calibro Magnolia, Il petroliere e Il filo nascosto riavvolge il tempo fino agli Anni Settanta. L’autore ci trasporta in California e ci fa rivivere – o conoscere, per chi non è vissuto in quell’epoca – la spensieratezza di quegli anni. E lo fa attraverso l’intraprendente Gary Valentine (Cooper Hoffman) e la scettica Alana (Alana Haim). Grazie alla formazione sentimentale e alla preziosa ironia del giovane protagonista, figlio del compianto Philip Seymour Hoffman, Paul Thomas Anderson riesce a conferire un senso di nostalgia, per un’epoca che molti degli spettatori non hanno vissuto. Dalla colonna sonora splendidamente a tema fino ai colori e all’atmosfera, il regista è riuscito a ricreare un attimo irripetibile di tempo.

Cooper Hoffman e Alana Haim in una scena di Licorice Pizza (screenshot trailer) - VelvetMag
Cooper Hoffman e Alana Haim in una scena di Licorice Pizza (screenshot trailer) – VelvetMag

1. Gli ultimi giorni dell’umanità

Per me il cinema è una piccola macchinetta che mette in gioco tutte le questioni fondamentali. Innanzitutto il tuo rapporto col mondo“, ha affermato in passato Enrico Ghezzi che, insieme a Alessandro Gagliardo, ha firmato un’opera audace, estrema e sperimentale, che a Venezia 79 ha ottenuto il Premio Fedic. Gli ultimi giorni dell’umanità è un documentario della durata di 196 minuti, che alterna diverse immagini. Dal materiale di archivio privato dello stesso Ghezzi, il quale ha documentato le propria vita dagli Anni Settanta fino ai Duemila, ad estratti di film, si tratta di un’opera unica. Un’opera che unisce suggestioni private ai capolavori della settima arte, grazie anche al contributo di diverse personalità del settore. Definito come “una fuga dall’apocalisse attraverso le immagini, il cinema, la vita“, è sicuramente tra i 10 film migliori dell’ultimo anno.

Enrico Ghezzi ne Gli ultimi giorni dell'umanità (screenshot) - VelvetMag
Enrico Ghezzi ne Gli ultimi giorni dell’umanità (screenshot) – VelvetMag

Lorenzo Cosimi

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.

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