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Allarme Covid, Schillaci: “In Cina tempesta perfetta”

Informativa al Senato del ministro della Salute. Negli aeroporti italiani obbligo di tampone per i passeggeri provenienti dal Dragone

Il Covid torna pericolosamente a crescere in Cina, il paese in cui il virus Sars-CoV-2 è nato e dove adesso si sta realizzando “una tempesta perfetta“.

A dirlo è il ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante l’informativa al Senato sul controllo sanitario negli aeroporti italiani circa i passeggeri provenienti dalla Cina.

Schillaci ministro Covid Italia Cina
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Foto Ansa/Riccardo Antimiani

Un unicum paradossale” afferma Schillaci. “Le immagini delle megalopoli cinesi sono state un’icona della malattia, norme impressionati e inaccettabili per una democrazia. Solo 4 milioni di casi segnalati a fine novembre. Poche le vaccinazioni in Cina, scarso livello di protezione dei vaccini utilizzati, poche dosi di chiamo. Omicron fino a poco tempo fa ha circolato poco con una bassa immunità ibrida. Poi questo autunno la tempesta perfetta”.

Covid, nuove varianti del virus?

I primi risultati di laboratorio evidenziano in Cina la circolazione di varianti e sottolignaggi già presenti nel nostro territorio e questa è la notizia più rassicurante, ha detto il ministro della Salute. Il quale ha poi sottolineando che le informazioni che arrivano dal paese asiatico sono insufficienti e poco affidabili. È necessario un “costante monitoraggio” nel timore che compaia una nuova variante del virus Sars-CoV-2, “una variante che vada oltre la Omicron“. Ma nello stesso tempo è importanteevitare interpretazioni allarmistiche“, ha detto Schillaci. “Al momento – ha aggiunto – le varianti che alimentano i casi in Cina sono le stesse che già circolano da tempo a livello globale“.

Mascherine in ospedale

Ho firmato la proroga dell’utilizzo delle mascherine nelle strutture sanitarie e nelle Rsa fino al 30 aprile prossimo” ha quindi aggiunto il ministro della Salute. Anche in Italia, dunque, i viaggiatori provenienti dalla Cina saranno sottoposti a tampone antigenico obbligatorio (si tratta dei test rapidi). La riesplosione del Covid in Cina sta preoccupando molti paesi del mondo. India, Taiwan e Giappone hanno già previsto il test per chi arriva da quel paese. Gli Stati Uniti stanno per farlo.

Speranza Covid critiche Meloni
L’ex ministro della Salute (dei Governi Conte e Draghi), Roberto Speranza. Foto Ansa/Fabio Cimaglia

Speranza: “Meloni sul Covid ha fallito

La strategia della Meloni di far finta che il Covid non esista più e che tutto sommato dei vaccini si può fare a meno mi pare fallita. Come sempre la realtà è più forte della comunicazione“. Lo afferma l’ex ministro della salute e segretario di Articolo Uno, Roberto Speranza. Un plauso invece per la decisione di Schillaci arriva dall’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso. “I primi dati che abbiamo diffuso oggi, con quasi il 50% dei passeggeri provenienti dalla Cina risultati positivi – dichiara Bertolaso – impongono la necessaria attenzione. E bene ha fatto il ministro a rendere obbligatorio questo tipo di verifica“.

Come detto, la paura più grande, adesso, è quella della possibile diffusione di nuove varianti del virus. Già nei giorni scorsi il portavoce del Dipartimento di Stato americano ha invitato a vigilare perché in questa situazione c’è la possibilità che il Coronavirus muti ancora“, mentre si diffonde in Cina, e rappresenti una nuova minaccia per la popolazione mondiale“. Sul Covid Giorgia Meloni nella sua conferenza stampa di fine anno ha dato conto dei test negli aeroporti. E ha dichiarato che “i primi casi sequenziati relativi a passeggeri in arrivo dalla Cina riguardano varianti Omicron già presenti in Italia“. Una notizia tutto sommato rassicurante.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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