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Governo Meloni, in arrivo i decreti sicurezza

Dalle nuove regole per le Ong al contrasto dei femminicidi e delle baby gang

Il Governo Meloni lavora a uno o più decreti sicurezza. Fra i temi portanti: un nuovo codice per le Organizzazioni non governative (Ong).

Ovvero per i volontari che effettuano salvataggi di profughi e migranti nel Mediterraneo. Ma anche misure di prevenzione più stringenti contro la violenza sulle donne e per il contrasto alle baby gang.

Il Governo Meloni prepara i decreti sicurezza.
Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani con Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, durante il saluto di auguri natalizi ai dipendenti di Palazzo Chigi. Foto Ansa/Angelo Carconi

Meloni, pacchetto immigrazione

Sono dunque almeno tre gli assi su cui lavora il Governo Meloni e che potrebbero portare, appunto, a uno o più decreti sicurezza. Una riunione operativa si è svolta tra gli uffici legislativi dei ministeri dell’Interno, Giustizia, Lavoro, Infrastrutture, Esteri e di Palazzo Chigi. Sono intanto attesi al molo Norimberga di Messina, 104 migranti a bordo del pattugliatore Monte Cimone della Guardia di Finanza. Facevano parte di un gruppo più numeroso di 489 persone che si trovavano su un barcone, partito dalla Libia, soccorso dalle motovedette della Guardia Costiera a sud di Porto Palo. I profughi sono stati poi suddivisi su più unità navali: 180 persone al porto di Augusta, 205 a Catania e 104 a Messina.

Il Consiglio dei ministri del Governo Meloni dovrebbe tenersi nel tardo pomeriggio di oggi mercoledì 28 dicembre, dopo la fiducia sul decreto per i rave party. Alla festa per il decennale di Fratelli d’Italia, il ministro dell’Intero, Matteo Piantedosi, aveva annunciato un “codice di condotta” per le Ong con “sanzioni più efficaci rispetto a quelle vigenti“. Sanzioni che secondo il ministro sono inefficaci perché “basta la visita di un medico a bordo per annullare l’azione del Governo“. L’ipotesi su cui lavora il Viminale è che le organizzazioni umanitarie possano compiere un unico salvataggio, informando immediatamente le autorità e chiedendo l’approdo in un porto sicuro.

Misure contro la violenza sulle donne

Ma il Governo Meloni affronterà in Cdm anche il problema della violenza sulle donne. Il pacchetto sulla violenza di genere andrà a integrare il Codice Rosso. Le ipotesi al vaglio riprendono in parte il pacchetto dello scorso anno delle ministre Marta Cartabia e Luciana Lamorgese. La fine della legislatura ha interrotto il cammino di quel disegno di legge, che prevedeva tra le altre cose l’arresto obbligatorio in alcuni casi anche senza la flagranza. Così come il carcere per chi manomette il braccialetto elettronico, l’ampliamento dello strumento dell’ammonimento del questore per gli stalker. I numeri sui femminicidi sono quelli di una emergenza prolungata: 121 donne uccise dall’inizio dell’anno. Di queste 99 in ambito familiare. L’ultima Maria Amatuzzo, 29 anni, uccisa la vigilia di Natale a Marinella di Selinunte, in Sicilia.

Migranti sbarcati a Livorno
Sbarco di 142 migranti dalla nave ong Life Support a Livorno, il 22 dicembre 2022. Foto Ansa/Emergency

Il Governo Meloni e le baby gang

Tra le ipotesi allo studio del Governo Meloni anche il daspo per i minorenni. Al fine di arginare le incursioni delle baby gang. Il provvedimento impedirebbe di frequentare alcune aree, locali pubblici e zone della movida. Dal momento che una componente frequente sono chat e social media, che servono per organizzare il ‘branco’ violento, e anche come ‘palcoscenico’ su cui mettere in scena gli atti che si compiono, si valuta anche il divieto del cellulare. In mattinata il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, parlando delle misure, aveva sottolineato: “Conto che dal 2023 daremo le risposte che da qualche anno mancano“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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