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La Russia accusa l’America, Lavrov: “Volete uccidere Putin e distruggerci”

Il ministro degli Esteri di Mosca cita "anonimi funzionari" del Pentagono e afferma che l'Occidente vuole un'escalation del conflitto in Ucraina

Sullo sfondo della guerra in Ucraina il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, accusa gli Stati Uniti. “A Washington un progetto per uccidere Putin” afferma.

Secondo Lavrov dichiarazioni di “funzionari anonimi” del Pentagono in merito a un “attacco decapitante” contro il Cremlino parlano di una minaccia di tentato omicidio.

Sergej Lavrov ha accusato gli Usa di voler uccidere Putin
Sergej Lavrov, ministro degli Esteri della Russia. Foto Ansa/Epa Maxim Shipenkov

In questo quadro sarebbe ovviamente Putin a dover essere la vittima di tale omicidio. Lavrov ha sostenuto queste teorie in un’intervista all’agenzia di stampa moscovita Tass. “Alcuni ‘funzionari anonimi’ del Pentagono hanno effettivamente espresso la minaccia di sferrare un ‘attacco decapitante‘ al Cremlino. Che in realtà è una minaccia di tentato omicidio del presidente russo“, ha detto Lavrov. “Se tali idee sono davvero ponderate da qualcuno, allora questo qualcuno dovrebbe pensare meglio alle possibili conseguenze di tali piani“, ha affermato il ministro degli Esteri di Mosca.

Lavrov: “L’Occidente vuole la nostra fine”

Il corso politico dell’Occidente, che mira alla totale repressione della Russia, è estremamente pericoloso” ha affermato Lavrov alla Tass. “E presenta rischi di uno scontro armato diretto tra potenze nucleari“. Mosca ha affermato più volte che non ci possono essere vincitori in una guerra nucleare e che “non la si deve mai scatenare“. Sarebbe invece l’Occidente che – secondo Lavrov – “con speculazioni irresponsabili” afferma “che la Russia sia presumibilmente sull’orlo dell’uso di armi nucleari contro l’Ucraina“.

I rapporti con gli Stati Uniti

Gli Stati Uniti stanno facendo di tutto per rendere il conflitto in Ucraina ancora più violento” ha insistito ancora Lavrov nell’intervista. “Non è un segreto che l’obiettivo strategico degli Usa e dei loro alleati della NATO sia quello di ottenere una vittoria sulla Russia sul campo di battaglia per indebolire o addirittura distruggere il nostro paese“, ha affermato Lavrov. “I nostri avversari faranno di tutto per raggiungere questo obiettivo. Washington ha anche raggiunto l’obiettivo geopolitico chiave di rompere i legami tradizionali tra Russia ed Europa“, ha detto.

Effetti dei bombardamenti russi in una strada di Kherson, in Ucraina, il 24 dicembre 2022
Auto in fiamme in una strada dopo che i bombardamenti hanno colpito Kherson, nel sud dell’Ucraina, il 24 dicembre 2022. Foto Ansa/Servizio Emergenza Ucraina

Secondo il ministro degli Esteri russo, “il nemico è ben consapevole delle nostre proposte sulla smilitarizzazione e la denazificazione dei territori controllati dal regime di Kiev“. Così come “sull’eliminazione delle minacce alla sicurezza della Russia che include i nostri nuovi territori, le repubbliche di Donetsk e Lugansk e le regioni di Kherson e Zaporizhzhia. Non resta molto da fare: accettare queste proposte in modo amichevole. O in caso contrario sarà l’esercito russo ad occuparsi della questione” ha concluso Lavrov.

Misteriosa morte di un parlamentare

Mentre da Mosca arrivano i messaggi di Lavrov all’Occidente, si apprende che Pavel Antov, parlamentare russo del partito Russia Unita – il partito di Putin – è morto in circostanze oscure. Si trovava in India e sarebbe precipitato nel giorno di Natale dal terzo piano di un albergo nello Stato indiano dell’Odisha. Antov aveva criticato la guerra della Russia in Ucraina. Le autorità indiane hanno ipotizzato che l’uomo si sia suicidato in preda alla depressione per la scomparsa, due giorni prima, “apparentemente per un attacco cardiaco“, dell’amico Vladimir Budanov. Si tratta di un cittadino russo che faceva parte del gruppo di quattro turisti arrivati all’hotel qualche giorno prima per festeggiare il 66° compleanno di Antov.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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