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Natale al gelo negli Stati Uniti: neve, ghiaccio e temperature artiche

Due terzi degli americani in difficoltà per le condizioni meteo proibitive. Si teme per i senza tetto. Senza luce centinaia di migliaia di abitazioni

Gli Stati Uniti sono nella morsa del freddo con temperature fino a 50 gradi sotto zero. Una ‘bomba artica’ ha colpito il paese. Imponenti le nevicate. Soffiano venti gelidi in particolare nel Midwest.

Le previsioni meteo dei prossimi giorni sono nefaste, mentre la tormenta si sposta verso est. Oltre 200 milioni di americani, due terzi circa dell’intera popolazione, si appresta a passare il Natale con temperature rigidissime.

Tempesta di gelo sugli Stati Uniti
Tempesta di neve e gelo artico sulla gran parte degli Stati Uniti. Foto Twitter @mediaindiagroup

Il servizio meteorologico degli Stati Uniti ha diramato allerte meteo per neve o ghiaccio da costa a costa. In pratica dal confine con il Canada fino al confine messicano: dallo stato di Washington alla Florida. Si prevedono ondate di freddo sotto lo zero già registrate fino in Texas e previste per adesso nel sud-est degli Usa. La situazione ha provocato un blackout, con migliaia di persone senza elettricità, e problemi alla circolazione. Si moltiplicano i casi di strade chiuse e cancellazioni di voli. Sono almeno 13, finora, i governatori di altrettanti Stati federati che stanno correndo ai ripari con piani di emergenza in vista delle festività. In alcuni casi le autorità hanno chiamato in azione in alcuni la Guardia Nazionale.

Stati Uniti, le zone più colpite

In particolare, Montana, Sud Dakota e Wyoming hanno registrato venti gelidi: ondate di raffiche artiche che hanno fatto crollare le temperature fino a -50 gradi sotto lo zero. Il tutto è avvenuto negli ultimi due giorni. Questo per quanto riguarda il Nord, ma il Sud degli Stati Uniti non se la passa molto meglio. Alla vigilia di Natale sono migliaia i cittadini chiusi in casa in Texas, Luoisiana, Tennessee, Mississippi e Missouri, senza luce elettrica, saltata a causa del freddo senza precedenti.

Tende di senza tetto a Chicago
Tende di persone senza fissa dimora a Chicago. Negli Usa si teme per la vita dei senza tetto a causa dell’ondata di freddo glaciale in corso. Foto Twitter @BlockClubCHI

Trasporti nel caos

Negli aeroporti degli Stati Uniti, già sotto pressione per le festività, finora le autorità hanno cancellato oltre 4.500 voli nelle ultime 48 ore. Altri 8.500 voli hanno subito ritardi, in moti casi massicci. Anche il trasporto ferroviario sta vivendo momenti difficili, con decine di treni annullati a causa delle nevicate, del gelo e delle condizioni climatiche proibitive. “La grande tempesta invernale in corso continuerà a produrre aree di forti nevicate, forti venti e venti gelidi potenzialmente letali fino a sabato. Se si viaggia per le vacanze, si prega di usare estrema cautela e prestare attenzione alle ultime previsioni e agli aggiornamenti“, ha avvertito il servizio meteorologico.

Stato di allerta, ecco dove

In questo momento negli Stati Uniti oltre 180 milioni di persone vivono in aree dove è stato dichiarato lo stato di allerta per le forti nevicate e i venti gelidi. E si teme che possano morire molte persone che vivono senza fissa dimora. Il 22 dicembre la governatrice dello stato di New York, Kathy Hochul, ha dichiarato lo stato di emergenza.

Cosa che è avvenuta anche in altri 36 Stati (sui 51 degli Usa). Fra questi: Kentucky, North Carolina, West Virginia e Oklahoma, oltre che in decine di contee. Nel Wisconsin invece è scattata un’emergenza energetica per le possibili conseguenze della tempesta, che si prevede provocherà danni e interruzioni alla rete elettrica anche in altre zone del Midwest e del Canada. Quasi giunti alla vigilia di Natale, sono ormai centinaia di migliaia le case scollegate dalla rete elettrica a causa del maltempo.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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