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Giorgia Meloni minacciata di morte, perquisizioni in Sicilia

La premier nel mirino degli odiatori in Rete per la sua volontà di ridimensionare il reddito di cittadinanza

Minacce alla premier Giorgia Meloni via social: la polizia postale ha indentificato e perquisito un 27enne siciliano.

L’uomo è indagato per violenza privata aggravata nei confronti del presidente del Consiglio dei ministri. Su disposizione della procura della Repubblica di Siracusa, personale della polizia postale e della Digos ha eseguito una perquisizione nei confronti del giovane. L’uomo, disoccupato, è residente in provincia di Siracusa. Secondo quanto riporta l’Ansa, la polizia ha sequestrato dispositivi elettronici e, durante la perquisizione informatica, ha avuto conferma che gli account social era dell’indagato per le minacce a Meloni. A quel punto gli account sono finiti sotto sequestro. Indagini sono in corso su diverse apparecchiature. A eseguire le perquisizioni sono stati gli uomini della polizia postale della Sicilia Orientale e dalla Digos della questura di Siracusa.

Giorgia Meloni ha ricevuto reiterate minacce di morte, per sé e per sua figlia, da alcuni utenti dei social network: indaga la polizia postale
La premier Giorgia Meloni. Foto Ansa/Chigi Filippo Attili

Giorgia Meloni nel mirino

Ma le minacce a Giorgia Meloni non si fermano. Se togli il reddito ammazzo te e tua figlia“. “Ci vuole la morte di lei e sua figlia“. “Veramente attenta, finiscila co’ sta cosa di togliere il reddito di cittadinanza senno’ ti ammazzo ma lo capisci?“. Sono alcuni dei messaggi riportati dall’account Twitter di Fratelli d’Italia che un’utente ha postato in queste ore. Messaggi di contenuto analogo a quelli di altre minacce social alla premier per le sue politiche di revisione del reddito di cittadinanza. Minacce di morte a lei e alla figlia che il partito, facendo quadrato attorno a Meloni, stigmatizza reputandole frutto di un clima di odio. Una situazione su cui a gettare benzina sul fuoco sarebbe, secondo Fratelli d’Italia, in particolare il Movimento Cinque Stelle con il suo leader Giuseppe Conte, che della difesa del reddito ha fatto una bandiera politica identitaria.

Conte non fomentate l’odio

Fomentare rabbia sociale per raccattare qualche voto è pericoloso. Spero che Giuseppe Conte ci pensi un minuto e condanni senza esitazione questi violenti” ha scritto su Twitter il responsabile organizzazione Giovanni Donzelli. Per Donzelli, la cui voce spicca insieme a quella del sottosegretario all’Attuazione del programma di Governo, Giovanbattista Fazzolari, le gravi minacce a Giorgia Meloni sono frutto di odio. “Prodotto del clima fomentato dalla narrazione falsa di chi sul disagio sociale cerca di lucrare facili consensi“. Fratelli d’Italia respinge dunque le gravi minacce e invita tutte le forze politiche a essere solidali e a fare altrettanto.

Giuseppe Conte, presidente M5S, ha polemizzato contro Giorgia Meloni circa i progetti del Governo sul Rdc
L’ex premier Giuseppe Conte, presidente del Movimento Cinque Stelle, ha polemizzato contro i progetti del Governo sul reddito di cittadinanza. Ora FdI lo accusa: “Fomenti odio sui social”. Foto Ansa/Massimo Percossi

Meloni e il reddito di cittadinanza

In questi giorni si è scatenata la polemica politica attorno al destino del reddito di cittadinanza. Nella manovra economica di bilancio del Governo Meloni si prevede un netto ridimensionamento dell’erogazione. Il principio che la premier vuole far valere è che “chi può lavorare lavori, gli altri siano sostenuti dallo Stato“. Secondo Banca d’Italia, però, “l’introduzione del reddito di cittadinanza ha rappresentato una tappa significativa nell’ammodernamento del welfare del nostro Paese“.

A dirlo è il capo del servizio struttura economica dell’Istituto, Fabrizio Balassone. Il funzionario ha ricordato che senza questo strumento ci sarebbe stato un milione di poveri in più nel 2020, l’anno in cui la pandemia di Covid è esplosa, mentre era premier Giuseppe Conte. In ogni caso, specifica Balassone, l’attuale assetto del reddito di cittadinanzanon manca di aspetti critici. Soprattutto come misura di accompagnamento al lavoro“. Tuttavia la riforma prevista dal Governo Meloni a partire dal 1° gennaio 2023 rischia di rafforzare i problemi, portando ad un “aumento della povertà” sostiene la Banca d’Italia.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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