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Becciu indagato per associazione a delinquere. La chat shock: “Il Papa mi vuole morto”

Nuovo filone del processo su Sloane Avenue. Il cardinale, imputato, è ora sotto inchiesta per gli affari poco chiari della cooperativa legata alla sua famiglia

Il cardinale italiano Angelo Becciu, alto prelato imputato in Vaticano per lo scandalo finanziario legato alla compravendita del Palazzo londinese di Sloane Avenue, è di nuovo indagato. Questa volta per associazione a delinquere. In alcune conversazioni via chat, intercettate dalla Gdf, parole pesantissime contro Francesco. Becciu avrebbe anche registrato una telefonata col Papa, all’insaputa del pontefice.

C’è un’ipotesi di associazione a delinquere” ha spiegato il Promotore di Giustizia del Vaticano, Alessandro Diddi, nel corso del processo sulla vicenda del palazzo di Londra, che ha registrato nuovi colpi di scena. Riguardo a chi sia coinvolto in questo nuovo filone d’inchiesta, Diddi ha detto “sicuramente il cardinale Becciu“, senza aggiungere altro. Il tutto è da ricollegarsi, spiega Adnkronos, a una serie di conversazioni via chat che la Gdf di Oristano ha sequestrato, definite “particolarmente rilevanti” da Diddi.

Il cardinale Angelo Becciu. Foto Ansa/Fabio Frustaci

Protagonisti Becciu, Maria Luisa Zambrano, amica di famiglia, e il fratello del cardinale: Antonino Becciu, a capo della Cooperativa Spes. Per quanto riguarda il conto destinato alla Spes, Diddi ha riferito che dall’inchiesta della Guardia di Finanza “risultano 927 bolle di consegna per il trasporto del pane, falsificate“. E che, sempre a detta di Diddi, sarebbero servite “a giustificare i soldi erogati alla Cooperativa Spes“.

“Scavalcato il vescovo”

La Gdf, ha riferito sempre Diddi, “è andata parrocchia per parrocchia a verificare e nessuna ha riconosciuto le proprie firme sulla documentazione di trasporto. Ci sono tracce di pesanti ingerenze della Curia romana sulla diocesi di Ozieri“, ha aggiunto il Promotore di Giustizia vaticano. Al quale risulta che Sergio Pintor, allora vescovo di Ozieri (Sassari), “non fosse a conoscenza del cosiddetto ‘conto promiscuo’ dove transitavano anche i soldi della Santa Sede“.

A destra, in piedi, il Promotore di Giustizia vaticano, Alessandro Diddi. Foto Ansa/Vatican Media

Becciu, intercettazioni shock

I contenuti delle intercettazioni registrate dalla Guardia di Finanza sono impressionanti. “Non pensavo arrivasse a questo punto: vuole la mia morte” scriveva il cardinale Becciu, riferendosi a Bergoglio, in un messaggio a Giovanna Pani il 22 luglio 2021. Ossia due giorni prima che, con l’aiuto della figlia di questa, Maria Luisa Zambrano, il cardinale registrasse una telefonata con papa Francesco.

Nella chat riportata nell’informativa dei finanzieri di Oristano – resa nota dall’agenzia Adnkronos – la donna invita Becciu ad avere coraggio: “Vedrai che la verità trionferà.” E lui: “Per ora sono loro a trionfare e trafiggerci!” e “La vittoria sarà degli onesti.” Ma gli strali su papa Francesco sono pesanti. “È cattivo, vuole la tua fine” scrive Pani a Becciu, riferendosi a “su mannu“, che tradotto significa “il Papa.” A quel punto il cardinale risponde: “Non vuole fare brutta figura per la condanna iniziale che mi ha dato” e ancora: “Mai avrei immaginato (che) non un Papa ma (che) un uomo arrivasse a tanto.” Pani allora gli risponde: “È un grande vigliacco, ma tu combatti e fai risplendere la verità, è dura lo so, coraggio vinceremo in pieno“, “c’è del marcio in Vaticano.

Foto Ansa/Vatican Media

Becciu e la telefonata a Francesco

Per quanto riguarda la telefonata di Becciu con il pontefice che il cardinale ha fatto registrare, risulta evidente, secondo un appunto della procura di Sassari inviato in Vaticanoche la registrazione sia avvenuta all’insaputa del Papa. Fatta da Becciu in collaborazione con Maria Luisa Zambrano, e che fosse presente anche una terza persona di sesso maschile che ai predetti dava del lei” . Il contenuto della telefonata riguarda una richiesta di aiuto di Becciu a papa Francesco – fatta senza molti riguardi mentre il pontefice era in piena convalescenza dopo l’intervento dell’estate 2021 – per una causa in corso. Ovvero quella sul riscatto pagato per una suora liberata nel Mali. Una registrazione ora agli atti del processo che vede coinvolto il cardinale.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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