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Ucraina, la morte dei giovani: dal neonato di 2 giorni al ballerino al fronte

Il 24 novembre si compiono 9 mesi di guerra inarrestabile. Ma non cessano neppure gli appelli del Papa per la pace

La guerra in Ucraina miete vittime innocenti senza sosta. Un bambino nato da 2 giorni è morto nella notte fra il 22 e il 23 novembre a causa di un attacco missilistico delle forze russe che ha colpito il reparto maternità di un ospedale vicino a Zaporizhzhia, nell’Ucraina sud-orientale.

Lo riferisce su Telegram il governatore della regione, Oleksandr Starukh, come riporta il The Kyiv Independent. L’ospedale preso di mira si trova a Vilnianska. I soccorritori hanno estratto la madre dalla macerie, ancora viva. La donna era ricoverata insieme al figlio nel reparto di maternità, il più danneggiato dalle bombe di Mosca. Nell’attacco sono rimasti feriti anche un ostetrico, trovato sotto le macerie, e due medici. Uno di questi sarebbe in gravi condizioni.

I soccorritori dopo il bombardamento russo del reparto di maternità dell’ospedale di Vilnianska e il ballerino ucraino Vadym Khlupyanets morto in combattimento al fronte. Foto Ansa e Twitter @TpyxaNews

Il Papa e l’Holodomor

Preghiamo per la pace nel mondo e per la fine di tutti i conflitti” ha detto papa Francesco nel corso dell’udienza in Vaticano, mercoledì 23 novembre. “Un pensiero particolare per la terribile sofferenza del caro e martoriato popolo ucraino. Pensiamo alla martoriata Ucraina. Questo sabato ricorre l’anniversario del terribile genocidio dell’Holodomor: lo sterminio per la fame del 1932-33 causato artificialmente da Stalin. Preghiamo per le vittime di questo genocidio e preghiamo per tanti ucraini, bambini, donne, anziani, che oggi soffrono il martirio dell’aggressione.”

Ucraina, ghiaccio e black out

E proprio il 23 novembre in buona parte dell’Ucraina è scattata l’allerta meteo per il ghiaccio. La neve sta cadendo abbondante in varie regioni, compresa la capitale Kiev, ed è sempre più difficile per la popolazione difendersi dal freddo. I russi colpiscono ininterrottamente le infrastrutture energetiche del paese. “Tutte le regioni dell’Ucraina sono soggette ad arresti programmati” fanno sapere da Kiev.

Questa è una conseguenza dei ripetuti attacchi missilistici russi alle reti dell’azienda, nonché alle centrali che producono elettricità” ha dichiarato il’ente per l’energia, Ukrenergo. I black out sono continui. Il presidente della Ucraina, Zelensky, ha annunciato di aver predisposto oltre 4mila “punti di invincibilità. “Ci sono tutti i servizi di base: elettricità, telefonia mobile e Internet, riscaldamento, acqua, cassetta di pronto soccorso. Tutto assolutamente gratuito e per tutto il giorno.

Operazione di polizia contro presunte spie filorusse al Monastero delle Grotte di Kiev. Foto Ansa/Ukrainian Security Service

Blitz contro il monastero

È scattata intanto la caccia a presunte spie filorusse all’interno del monastero della Chiesa ortodossa russa a Kiev, che fa capo al patriarca Kirill di Mosca. Sono stati alcuni monaci a far trapelare la notizia, dopo un blitz della polizia ucraina alle 6 del mattino del 22 novembre. Sulla vicenda ha indagato l’inviato del Corriere della Sera Lorenzo Cremonesi, secondo cui si approfondisce la frattura tra la Chiesa ortodossa ucraina e quella rimasta legata al patriarcato di Mosca.

Ucraina, il ballerino di Kiev

Dal fronte giunge invece la notizia della morte in combattimento di Vadym Khlupyanets, 26 anni, ballerino del Teatro dell’Opera di Kiev, originario della regione di Donetsk. Lo riporta l’account Facebook del teatro, scrive l’agenzia di stampa Unian, precisando che il ballerino è morto vicino a Bakhmut, nella regione di Donetsk. Il Teatro dell’Opera di Kiev ha espresso le sue “più sincere condoglianze alla famiglia dell’artista” si legge nel profilo.

Vadym Khlupyanets, 26 anni, ballerino del Teatro dell’Opera di Kiev ucciso. Foto Twitter @TpyxaNews

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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