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Istanbul, attentato nel cuore della città: morti e feriti

Almeno 6 le vittime. Una donna kamikaze si sarebbe fatta esplodere in mezzo alla folla

Una forte esplosione ha colpito il centro di Istanbul, in Turchia, intorno alle 16:20 ora locale (le 14:20 in Italia) del 13 novembre. Sono almeno 6 le persone morte e 81 quelle che sono sono rimaste ferite. La polizia indaga per terrorismo, mentre si fa strada l’ipotesi di un attentato kamikaze.

Al momento quello di 6 morti e 81 feriti è soltanto un bilancio provvisorio che potrebbe aggravarsi. Quello di Istanbul è stato un “vile attentato“, ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. “La nostra Nazione deve essere sicura che i responsabili della situazione in Istiklal saranno puniti come meritano“, ha affermato Erdogan, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa turca Anadolu. Il presidente turco ha menzionato “il ruolo di una donna in questa situazione“. Ma non ha aggiunto ulteriori informazioni. Tuttavia si pensa che possa essersi trattato di un attentato kamikaze, nel quale una donna si sarebbe fatta esplodere in mezzo alla folla nella via dello shopping.

Foto Twitter @Ettore_Rosato

L’esplosione è avvenuta a Istiklal Caddesi, nel quartiere di Taksim sulla sponda europea di Istanbul, metropoli simbolo della Turchia, sullo Stretto del Bosforo, a cavallo fra Europa e Asia. La causa dell’attacco non è ancora chiara ma, come detto, le autorità di Ankara non escludono la pista terroristica. Le forze di polizia starebbero analizzando le registrazioni delle telecamere di sicurezza per determinare dove gli attentatori avrebbero collocato una borsa, riempita con esplosivo. Tuttavia sembra farsi strada l’ipotesi di un attentato kamikaze a opera di una donna, morta nell’esplosione.

“Istanbul, nessun italiano coinvolto”

Nei filmati diffusi sui social – alcuni ripresi da telecamere di sorveglianza – si vede l’istante dell’esplosione sulla via pedonale Istiklal, avvenuta in mezzo ai passanti. Subito dopo, le immagini mostrano i corpi delle vittime insanguinati a terra. “Immagini terribili da Istanbul. L’Italia esprime vicinanza al Governo e al popolo turco” ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Il nostro Paese esprime “il proprio sentito cordoglio per le vittime innocenti. La nostra Unità di crisi sta monitorando la situazione e contattando i nostri connazionali“. In ogni caso, secondo Tajani al momento non risultano italiani uccisi o feriti nell’attentato.

Foto Ansa/Epa Erdem Sahin

Gli attentati in Turchia

Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso la sua vicinanza alla Turchia. “Sono terribili le immagini di Istanbul, voglio esprimere le nostre più sentite condoglianze alla Turchia per l’attentato subito e la morte di cittadini innocenti“. “Notizie orribili da Istanbul questa sera. Condoglianze alle vittime dell’esplosione” ha scritto in un tweet il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel. “Tutti i nostri pensieri sono rivolti a coloro che stanno soccorrendo e al popolo turco in questo momento di grande dolore.” La Turchia è stata teatro di una serie di sanguinosi attentati tra il 2015 e il 2017, a opera dell’Isis e di altri gruppi terroristici. La memoria di quel periodo ha fatto subito pensare che a causare l’esplosione di Istanbul possano essere stati una bomba o un kamikaze.

Foto Ansa/Epa Stringer

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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