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Terremoto nelle Marche, altre cento scosse dopo il sisma

Da Fano ad Ancona e da Senigallia a Urbino non si rilevano danni molto gravi ma la popolazione ha paura

Sono almeno 146, in 24 ore circa, le scosse sismiche di assestamento seguite al terremoto delle Marche del mattino del 9 novembre. Negli ultimi 20 anni sono stati più di 500 i terremoti in Italia, dei quali più di 50 con magnitudo maggiore a 5.0 sulla scala Richter.

Premesso che l’Italia intera è un territorio sismico rilevante, nei comuni italiani a maggior rischio solo il 25% degli edifici scolastici sono a progettazione antisismica. Lo sostiene e-SAFE, progetto europeo di rinnovamento energetico e antisismico degli edifici non a carattere storico. Dati che fanno riflettere anche a seguito del sisma nelle Marche. Nell’aggiornamento del 10 novembre l’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) dà il bilancio complessivo del terremoto. In totale, nella sequenza sismica davanti alla Costa marchigiana pesarese si sono rilevate 130 scosse da ieri e 16 oggi, comprese quelle di magnitudo inferiore a 2.0. Le più forti, il 9 novembre alle 7:07 di magnitudo 5.5 e alle 7:08 di magnitudo 5.2. L’ultimo evento sismico alle 8:47: una scossa di 2.1. Proseguono intanto nelle Marche, in particolare nelle province di Pesaro Urbino, Ancona e Macerata, centinaia di sopralluoghi e controlli.

Danni nella chiesa di Roncosambaccio, frazione a nord di Fano. La chiesa è al momento inagibile. Foto Twitter @mondoterremoti

Al lavoro tecnici e vigili del fuoco per verificare lo stato di strutture pubbliche e private dopo il terremoto. In molti edifici si registrano crepe e fessurazioni ma quasi nella totalità dei casi si tratta di danni non strutturali. In ogni caso gli accertamenti vanno avanti. Così come continuano le richieste di intervento per verifiche ai vigili del fuoco da parte di cittadini preoccupati. Il terremoto del 9 novembre ha ingenerato nella popolazione forti preoccupazioni e in molti si preparano ad eventuali altri episodi sismici.

Terremoto, la gente ha paura

Mia moglie dorme vestita, con il telefono vicino e la app di aggiornamento per le scosse. Finora sono per fortuna tutte piccole“. Lo confida all’Ansa uno dei tanti vigili del fuoco impegnati nei pesanti turni di servizio di questi giorni per il terremoto. Giorni seguiti a quelli altrettanto impegnativi durante l’alluvione del 15 settembre nel Senigalliese e nel Pesarese. Si tratta delle medesime zone in cui si è sentito più forte il sisma, avvenuto al largo delle coste davanti a Fano, e avvertito da Venezia a Bologna e fino a Roma.

Ad Ancona – con Fano, Pesaro e Urbino la città dove il terremoto si è sentito forte – i vigili del fuoco hanno sgomberato una palazzina in via Macerata divenuta inagibile. Sette persone residenti sono state evacuate. Non mancano danni significativi, sebbene non gravi, ad abitazioni e chiese. In generale le conseguenze sono state più che altro crepe, fessurazioni ma non di muri maestri. Oppure cadute di calcinacci o di porzioni di intonaco. Nel caso della palazzina di via Macerata però i danni hanno consigliato per ora di evacuarla in attesa dei controlli. I vigili del fuoco sono intervenuti in via Antica Rocca, nella Cattedrale di San Leopardo di Osimo. Lì sono cadute a terra malte di precedenti ripristini. I pompieri hanno rimosso gli arredi sacri sottostanti e le aree sono indisponibili. Si è quindi provveduto alla messa in sicurezza.

Una mappa sismica dell’Italia. In rosso le aree a rischio molti forte. Foto Twitter @eSAFEbuildings

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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