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Iran, Alessia Piperno è libera

La giovane "travel assistant" arbitrariamente arrestata e incarcerata il 28 settembre è in volo verso l'Italia

Alessia Piperno, 30 anni, detenuta senza motivo in Iran dalla fine di settembre è libera. A seguito di un intenso lavoro diplomatico, Piperno è stata rilasciata il 10 novembre dalle autorità iraniane e sta tornando a casa.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha informato personalmente, nel corso di una telefonata, i genitori di Alessia Piperno del rilascio della ragazza. “Dopo un intenso lavoro diplomatico, oggi la nostra connazionale Alessia Piperno è stata rilasciata dalle autorità iraniane e si appresta a tornare in Italia. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a riportare Alessia dai suoi familiari“, scrive Meloni su twitter.

Foto Instagram/travel.adventure.freedom

La premier ha parlato di Alessia Piperno anche in occasione dell’incontro che ha avuto il 10 novembre con il segretario della NATO. “Il segretario generale Stoltenberg mi perdonerà se faccio una cosa irrituale” ha detto Giorgia Meloni.

Come avrete saputo Alessia Piperno sta tornando a casa. Volevo ringraziare i nostri servizi di Intelligence, il sottosegretario Mantovano, e il ministero degli Esteri per il lavoro straordinario, silenzioso per riportare a casa questa ragazza“. Le dichiarazioni della presidente del Consiglio sono giunte al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con Stoltenberg. “I’m sorry“, ha detto ancora Giorgia Meloni rivolta a Stoltenberg. “Rilasciata. Ti aspettiamo Ale“. Questo uno dei primi messaggi pubblicati su Instagram dagli amici di Alessia Piperno appena appresa la notizia della sua liberazione.

Piperno, la trattativa

A sbloccare la trattativa, che andava avanti sin dalle prime ore dopo l’arresto, scrive il Corriere della Sera, è stata una telefonata tra il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e il suo omologo di Teheran, Hossein Amirabdollahian. Gli 007 italiani avevano saputo che Alessia Piperno era in cella con una ragazza iraniana e che era in buone condizioni. Avrebbe avuto pasti regolari e aveva potuto incontrare anche un emissario dell’ambasciata italiana a Teheran.

La polizia del regime islamico aveva arrestato Alessia Piperno il 28 settembre scorso. La travel blogger era arrivata in Iran circa 4 mesi fa. Nel corso delle settimane aveva postato sulle pagine social svariati video, in particolare su Instagram. Una sorta di diario. Piperno si definisce sui suoi profili social travel assistant: assistente di viaggio. Il suo fermo è avvenuto in circostanze tutt’altro che chiare. Sarebbero finiti in carcere anche altri giovani stranieri, tutti accusati di essere “spie“. Tutto è accaduto nei giorni in cui era da poco esplosa la rivolta contro il regime degli ayatollah. Una vera e propria rivoluzione, ancora in corso, ormai da quasi due mesi, divampata in molte città e università dell’Iran a seguito della morte per mano della polizia di Mahsa Amini.

Masha Amini. Foto Twitter @MarianoGiustino

Mahsa Amini e la rivolta

Si tratta della giovane di 22 anni, quasi coetanea di Alessia Piperno, morta probabilmente uccisa, dopo il suo arresto, avvenuto perché non indossava correttamente il velo islamico, obbligatorio per le donne. Finora sono centinaia i morti della rivoluzione in corso, a causa della durissima repressione armata da parte delle autorità iraniane. Fra essi, decine di ragazzi e ragazze minorenni. Ogni giorno sui social media giungono video delle proteste che sembrano dilagare ovunque. Non sono più soltanto le donne a protestare, come inizialmente, ma ormai anche uomini e ragazzi. Al tempo stesso, neppure la repressione si ferma.

Di oggi 10 novembre la notizia che una cittadina iraniana che lavorava per il canale televisivo in lingua persiana con sede a Londra Iran International è stata arrestata. Per lei l’accusa di essere “una spia“, mentre stava tentando di lasciare il Paese. Il ministero dell’Intelligence di Teheran ha definito Iran International una “organizzazione terroristica“. Il motivo? La rete ha raccontato ampiamente le proteste contro il regime dittatoriale dell’Iran.

Elmira Hosseini, rapita per aver sostenuto le manifestazioni in Iran. Di lei non si hanno più notizie. Molte ragazze vengono rapite, incarcerate in luoghi ignoti e stuprate. Molte muoiono dissanguate per la violenza carnale subita, secondo quanto sostiene Mariano Giustino di Radio Radicale. Foto Twitter @MarianoGiustino

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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