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Biden ed il possibile sorpasso dei Repubblicani: perché accadrà?

L'inflazione, l'ombra di Donald Trump e la linea Biden nella Guerra in Ucraina

Oggi è il giorno del giudizio per l’amministrazione Biden: quello delle cosiddette elezioni di metà mandato o Midterm negli Stati Uniti, in cui a due anni di distanza dalla vittoria dei Democratici, si rinnoveranno tutti i seggi della Camera e un terzo di quelli del Senato. I sondaggi danno per probabile un’avanzata del partito Repubblicano, che potrebbe riconquistare la maggioranza alla Camera e forse anche al Senato.

Mentre si fa sempre più probabile una possibile ricandidatura di Donald Trump alle elezioni del 2024. Quali pro e contro si trascina con sé l’operato dell’amministrazione Biden finora? E che cosa comporterà il probabile sorpasso dei Repubblicani?

Biden
Biden/FOTO ANSA/WILL OLIVER

L’avanzata repubblicana tra l’ombra di Trump e l’indebolimento della linea Biden in Ucraina

Nelle elezioni Midterm oggi pesa ancora l’ombra di Donal Trump. Che nel possibile sorpasso da parte dei Repubblicani, vedrebbe realizzarsi ciò che non è avvenuto due anni fa. Rafforzando così all’interno delle sue frange più “fedeli”, la teoria della vittoria rubata. Ma non solo, una sconfitta dei Democratici potrebbe modificare l’atteggiamento degli USA nei confronti della guerra in Ucraina. In questi giorni da Kiev trapelano notizie che vedrebbero crescere l’apprensione di Zelensky circa la probabile frenata di aiuti militari da parte dell’alleato americano. Dove numerosi segnali di ammorbidimento rispetto alla linea Biden, ormai non arriverebbero solo dall’ala repubblicana, ma anche da quella democratica. La settimana scorsa trenta membri del Cpc, il gruppo dei progressisti democratici al Congresso, hanno chiesto a Biden di abbinare al sostegno all’autodifesa dell’Ucraina uno sforzo diplomatico per un cessate il fuoco, attraverso colloqui diretti con la Russia. Che ad oggi sembrano effettivamente in corso.

FOTO ANSA/MARK LYONS

Economia a rilento: l’inflazione preoccupa l’amministrazione Biden

A indebolire la fiducia dei cittadini nei riguardi dell’operato dell’amministrazione Biden non ci sarebbero solo le divisioni interne al parlamento in temi di politica estera, ma sopratutto la gestione dell’inflazione che negli USA sta causando rincari consistenti del costo della vita. Dove l’attuale crescita del PIL americano è trainata principalmente da un eccezionale aumento delle esportazioni. Gli Stati Uniti, con lo scoppio della guerra in Ucraina, sono diventati difatti esportatori netti di petrolio e un importantissimo fornitore dell’Unione europea di gas naturale liquefatto. Ma aldilà di questo dato, le altre componenti della crescita economica rivelerebbero una situazione poco promettente.

FOTO ANSA/WILL OLIVER

Gli investimenti privati nazionali sono in calo da due trimestri di fila. Divampa l’incertezza nel mondo del business con i tassi di interesse in continuo aumento, che rendono più rischioso prendere soldi a prestito per investire. I consumi delle famiglie sono inoltre in calo, poiché l’inflazione sta erodendo il loro reddito, ed i prezzi crescono più velocemente degli stipendi. Vari analisti imputerebbero proprio a Biden l’aver reso, attraverso gli ingenti piani economici espansivi, l’inflazione più persistente di quanto sarebbe stata altrimenti. Mobilitando complessivamente attraverso tre principali manovre economiche oltre 3.800 miliardi di dollari, avrebbe causato il surriscaldamento dell’economia anziché raffreddarla per contenere l’aumento dei prezzi.

La spaccatura della società americana

A fare da sfondo a queste problematiche di natura economica, ci sarebbe poi lo spaccato socio-culturale. Dove una forte tendenza alla polarizzazione dello scontro politico ha generato una dicotomia all’interno della società americana dai connotati novecenteschi. Nella quale una forza politica si erge a unica paladina della libertà e garante dei diritti democratici. Mentre l’avversario viene dipinto per la prima volta come l’oppressore ed il nemico interno che intende soffocare tali diritti e il regime politico esistente. “La democrazia stessa è in gioco in queste elezioni“, avrebbe sottolineato difatti l’ex presidente Barack Obama nell’ultimo evento pre-elezioni del partito Democratico in Pennsylvania. Dove anche il presidente Biden ha lanciato un appello agli americani ad andare a votare pensando al “futuro della democrazia americana”. Queste affermazioni contribuiscono, non solo a esacerbare lo scontro politico interno, ma regalano all’estero un’immagine inedita, pericolosamente fragile e instabile di una delle democrazie occidentali più ricche al mondo. Oggi più che mai tutte poste sotto pressione dall’affermazione dei regimi autoritari.

Chiara Cavaliere

Attualità, Spettacolo e Approfondimenti

Siciliana trapiantata nella Capitale, dopo la maturità classica ha coltivato la passione per le scienze umane laureandosi in Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli. Senza mai abbandonare il sogno della recitazione per cui ha collaborato con le più importanti produzioni cinematografiche italiane tra cui Lux Vide, Lotus e Italian International Film.
Si occupa di attualità e degli approfondimenti culturali e sociali di MAG Life, con incursioni video. Parla fluentemente inglese e spagnolo; la scrittura è la sua forma di attivismo sociale. Il suo mito? Oriana Fallaci.

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