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Usa, Trump pronto al gran ritorno sulla scena

L'ex presidente sta per ricandidarsi alla Casa Bianca

Con un messaggio neanche tanto velato, Donald Trump ha fatto capire che correrà di nuovo per la presidenza degli Stati Uniti d’America, nel 2024. Il tycoon, però, deve affrontare un’altra grana: il tribunale di New York gli chiede 250 milioni di dollari di risarcimento per 10 anni di evasione fiscale.

Molto presto. Tenetevi pronti. Per rendere il nostro paese sicuro, glorioso e di successo, io molto, molto, molto probabilmente lo farò di nuovo“. Così Donald Trump ha ventilato ancora l’ipotesi sempre più concreta di una sua ricandidatura davanti ai suoi sostenitori, in un comizio nello Iowa. Nel frattempo, però, i dirigenti del dipartimento di Giustizia Usa hanno discusso se una sua ricandidatura alla Casa Bianca non crei la necessità di uno special counsel: un procuratore speciale per sovrintendere alle due inchieste federali legate all’ex presidente.

Donald Trump. Foto Ansa/Epa David Maxwell

L’annuncio di Trump il 14 novembre

Ovvero quella sull’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 e quella sui documenti classificati sequestrati nella residenza di Trump a Mar-a-Lago in Florida. A riportare la notizia è la Cnn, che cita fonti a conoscenza del dossier. Per altro si tratta di una prassi, in America. In passato, infatti, procuratori speciali sono ci sono stati per il Russiagate e per il caso Monica Lewinsky che coinvolse il presidente democratico Bill Clinton. Ma comunque sia, l’ipotesi più accreditata è che Donald Trump possa annunciare la ricandidatura alla Casa Bianca il 14 novembre. Quindi dopo il voto di midterm del prossimo martedì, l’8 novembre.

Joe Biden. Anche lui potrebbe ricandidarsi nel 2024. Foto Ansa/Epa Al Drago

Lo scrive Axios citando tre fonti a conoscenza del dossier. Il tycoon però deve fronteggiare un altro problema. Un giudice di New York ha ordinato che le finanze della Trump Organization finiscano sotto la lente di un organismo indipendente di controllo, prima che si avvii la causa civile sulle presunte frodi fiscali che l’azienda dell’ex inquilino della Casa Bianca è accusata di aver commesso. Con l’obiettivo finale di accedere a centinaia di milioni di dollari di finanziamenti bancari.

Maxi risarcimento allo Stato

Il giudice Arthur Engoron ha così accolto la richiesta dell’Attorney general (procuratore generale) dello Stato di New York, Letitia James. Il magistrato ha avanzato una richiesta di risarcimento a favore dello Stato da 250 milioni di dollari: una cifra record. Denari che, se versati, andranno a ripianare quanto la Trump Organization, diretta dai figli di Donald Trump, avrebbe evaso in tasse nel corso di una decina d’anni. I Trump sono accusati anche di aver fornito una super valutazione degli asset in modo da ottenere prestiti consistenti da due istituti bancari.

Il procuratore generale di New York, Laetitia James. Foto Ansa/Epa Peter Foley

James aveva chiesto che venisse scelto un organismo di controllo indipendente che valutasse la consistenza del patrimonio della Trump Organization per evitare che la famiglia trasferisca risorse da un’altra parte, in modo da sottrarle alla giustizia. L’obiettivo, ha spiegato il giudice Arthur Engoron, è “garantire che non ci siano ulteriori frodi e illegalità“. Engoron ha parlato di “continue false dichiarazioni” contenute nelle dichiarazioni dei redditi che Trump ha presentato fra il 2011 e il 2021.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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