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Ritmica, denunce a raffica: cosa sta succedendo

Si allarga lo scandalo dell'Accademia di Desio in cui sarebbero stati commessi vessazioni e abusi psicologici su atlete della Nazionale

Il centro federale di ginnastica ritmica dell’Accademia di Desio è al centro di polemiche e denunce. Negli ultimi giorni alcune ex atlete italiane hanno parlato pubblicamente di abusi fisici e psicologici subiti quando erano adolescenti. Uno scandalo che sembra essere soltanto all’inizio.

La prima a raccontare la propria storia sui giornali, sottolinea ilPost.it, è stata l’atleta della Nazionale Nina Corradini. Dopo la sua intervista, hanno parlato pubblicamente anche altre ragazze e donne raccontando esperienze molto simili tra loro. La procura di Brescia, competente per Desio, ha aperto un’indagine. Nella giornata del 2 novembre il nuovo ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha incontrato il presidente del CONI, Giovanni Malagò, e il presidente di Federginnastica, Gherardo Tecchi.

Le azzurre alle Olimpiadi di Tokyo. Foto Ansa/Ciro Fusco

Nina Corradini, che oggi ha 19 anni, ha raccontato a Repubblica di pressioni, offese e umiliazioni subite dal 2019 all’interno dell’Accademia di ginnastica ritmica per soddisfare i parametri di peso della Nazionale. Corradini ha detto di aver voluto raccontare la sua storia per “dare voce a tutte le altre vittime di queste pressioni.” L’atleta ha spiegato che veniva pesata ogni giorno, assieme alle altre compagne, “in mutande e davanti a tutti“. E “sempre dalla stessa allenatrice” che segnava i dati su un quadernino e dava poi il proprio giudizio. “Cercavo di mettermi ultima in fila, non volevo essere presa in giro davanti alla squadra” ha spiegato Nina Corradini rimarcando il livello di umiliazione a cui era sottoposta.

“Ritmica, un incubo”

Ma non basta. Stando al racconto dell’atleta di ritmica, l’allenatrice le ripeteva ogni giorno: “Vergognati“, “mangia di meno“, “come fai a vederti allo specchio? Ma davvero riesci a guardarti?” “Una sofferenza.” Il controllo del peso, ha detto Corradini, avveniva dopo la colazione. “Infatti per due anni non l’ho mai fatta. Ogni tanto mangiavo solo un biscotto, ovviamente di nascosto, mentre ci cambiavamo per l’allenamento. Mi pesavo 15 volte al giorno.” Per rientrare nei parametri di peso ha detto anche che, di nascosto, assumeva un lassativo. “Il lassativo mi disidratava e, non mangiando, non avevo più forze. Mi ammalavo, avevo poco ferro nel mio corpo. Una volta sono svenuta a colazione, ma le allenatrici mi hanno fatto andare lo stesso in palestra, pensavano fosse una scusa.

Foto Ansa/Ciro Fusco

Sempre a Repubblica una seconda atleta, che poi ha lasciato l’Accademia di ginnastica ritmica di Desio, Anna Basta, ha raccontato un’esperienza molto simile. Basta è entrata nell’Accademia nel 2016, quando aveva 15 anni. Ha spiegato di aver avuto dei pensieri suicidi, di aver sofferto di attacchi di panico e di problemi alimentari che sono continuati anche dopo la sua uscita, avvenuta nel 2020. Repubblica scrive che Anna Basta, prima di lasciare l’Accademia, “aveva denunciato tutto ‘ai piani alti‘, ma “nessuno ha mai fatto nulla.

Le “farfalle” di ginnastica ritmica festeggiano la loro medaglia di bronzo alle olimpiadi di Tokyo. Foto Ansa/Ciro Fusco

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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