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Seul, centinaia di morti e feriti nella calca per la festa di Halloween

Nel quartiere della movida della capitale sudcoreana il primo evento di massa dopo le restrizioni del Covid si è trasformato in tragedia

A Seul, la capitale della Corea del Sud, i festeggiamenti di Halloween si sono trasformati in tragedia. Almeno 120 persone sono morte e 100 sono rimaste ferite nella calca lungo le strade della movida

Nel quartiere di Itaewon di Seul migliaia di persone si erano radunate attorno ai locali della movida. Un portavoce dei vigili del fuoco, riporta l’agenzia di stampa Yonhap, ha affermato che i soccorritori hanno fatto convergere sul posto 140 ambulanze per soccorrere le vittime. Circa 50 persone hanno avuto un arresto cardiaco. Almeno 81 persone hanno chiamato il numero per le emergenze dichiarando di avere difficoltà respiratorie.

Foto Twitter @Emergenza24

Le persone colpite da malore si trovavano, come detto, nel quartiere di Itaewon, famoso per i ristoranti e per la vita notturna. Le autorità stimano che nella zona della movida di Seul si trovassero circa 100mila persone. Per la prima volta dall’inizio della pandemia di Covid si svolgeva un evento senza più le restrizioni che in Corea del Sud sono state particolarmente rigide.

Tragedia di Halloween a Seul

Così, dopo due anni e mezzo di chiusure, le feste del fine settimana di Halloween hanno costituito anche la prima vera occasione di ritrovo e divertimento di massa per molti ragazzi. A scatenare il caos nel quartiere Itaewon di Seul, secondo la ricostruzione di alcuni media locali, potrebbe essere stata la presenza di una celebrità in un locale della zona. I giovani avrebbero cominciato a precipitarsi verso di essa, finendo per travolgersi a vicenda.

Foto Twitter @lifegate

Il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha istituito lo stato d’emergenza, sottolinea il Corriere della Sera. Il Governo ha attivato le procedure che normalmente in Corea si seguono in caso di disastro. Almeno 400 medici, fanno sapere i vigili del fuoco, sono accorsi sul posto. Su Twitter sono state pubblicate fotografie che mostrano parecchi cadaveri, almeno 30 secondo la testata che l’ha condivisa, stesi sull’asfalto e coperti con un telo blu.

Il funzionario della National Fire Agency, Choi Cheon-sik, ha dichiarato che il bilancio delle vittime della strage di Seul potrebbe aumentare. Erano emersi subito timori crescenti che diverse persone fossero morte schiacciate dopo che una grande folla aveva iniziato a farsi avanti in un vicolo piuttosto stretto nei pressi dell’Hamilton Hotel, un importante luogo di feste a Seul. Una situazione che avrebbe generato un panico di massa, secondo l’agenzia di stampa Yonhap. Le immagini disponibili mostrano decine di persone stese, che ricevono i soccorsi.

Il presidente della Repubblica

Il capo dello Stato Yoon Suk-Yeol ha rilasciato una dichiarazione chiedendo ai funzionari di garantire un trattamento rapido per i feriti della tragedia di Seul e di rivedere la sicurezza dei luoghi della festa. Ha anche incaricato il ministero della Salute di schierare rapidamente squadre di assistenza medica in caso di calamità e di mettere in sicurezza i letti nell’ospedale vicino per curare i feriti. Il sindaco di Seul, Oh Se-hoon, ha interrotto il suo viaggio in Europa e ha deciso di tornare nella capitale.

Foto Twitter @Notiziario_NC

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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