NewsPrimo piano

Ora solare, dal fine settimana lancette indietro di un’ora

Alle 3 del mattino di domenica 30 ottobre si abbandona l'ora legale ma c'è chi la invoca ancora contro il caro bollette

Ora legale addio: torna l’ora solare. Nella notte fra sabato 29 ottobre e domenica 30 ottobre bisognerà spostare le lancette dell’orologio un’ora indietro alle 3 del mattino. Un appello di enti e associazioni, firmato anche da rappresentanti delle istituzioni, chiede però il rinvio della decisione di almeno un mese: consentirebbe un forte risparmio energetico in tempi di tariffe impazzite.

Un cambio che ci permetterà di dormire 60 minuti in più, che durerà fino al marzo 2023, ma che, in generale, farà ‘perdere’ un’ora di luce. Con il caro energia, da più parti si è ipotizzato di allungare di almeno un mese l’ora legale. A lanciare l’appello sulla rivista Lancet Regional Heath Europe è stata la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No Profit insieme ai rappresentanti delle istituzioni e della società civile.

Un appello corredato da 58mila sottoscrizioni di cittadini raccolte in una sola settimana grazie a una petizione sul sito change.org, finalizzata a prorogare l’ora legale in Italia. Nell’appello, Sima, Consumerismo, esperti, rappresentanti della politica, delle istituzioni e della società civile chiedono al Governo una temporanea sospensione. Ovvero che si rinvii il passaggio all’ora solare almeno fino al 30 novembre. Un provvedimento analogo a quello sperimentato negli Usa nel 2007, quando l’ora legale fu prorogata per 4 settimane, consentendo un documentato risparmio energetico.

Ora legale e caro bollette

Prolungare la durata dell’ora legale consentirebbe un risparmio energetico pari a oltre 500 milioni di euro all’anno grazie al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica. Ma consentirebbe anche un taglio alle emissioni nocive per il clima per un totale di 200mila tonnellate di anidride carbonica all’anno, con conseguenze positive sulla salute umana, spiega Sima. “La proroga dell’ora legale, almeno in via transitoria per 30 giorni, sarebbe un provvedimento di semplice attuazione che garantirebbe risultati certi e misurabili, nel contesto del caro bollette e dei comportamenti anti spreco richiesti ai cittadini col decreto appena approvato dal Mite, lasciando al prossimo esecutivo il compito di verificarne anche in sede europea l’opportunità del mantenimento permanente” dichiara Alessandro Miani, presidente Sima.

Mirella Miroglio, presidente dell’associazione torinese Crescere Insieme, mostra le bollette a cui il centro antiviolenza e vittime di abusi deve far fronte. Foto Ansa/Jessica Pasqualon

Tra i firmatari dell’appello per il rinvio del ritorno all’ora solare figurano il sottosegretario uscente al ministero della Salute, Andrea Costa, il presidente della Regione Puglia. Michele Emiliano, l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania ed ex euro-parlamentare Nicola Caputo. Ma anche Luigi Gabriele (presidente di Consumerismo No Profit), Luca Levrini (presidente della Fondazione Alessandro Volta), Francesco Schittulli (presidente LILT), Annarita Corrado (Dirigente Scolastica e presidente del Consiglio Comunale di Maglie), e l’epidemiologo Prisco Piscitelli (vicepresidente Sima).

Il sottosegretario uscente alla Salute, Andrea Costa. Foto Ansa/Angelo Carconi

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button