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Governo, Meloni alla Camera per il voto di fiducia

La presidente del Consiglio presenta al Parlamento le linee programmatiche del nuovo esecutivo di Centrodestra

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è alla Camera per le dichiarazioni programmatiche del Governo, oggi 25 ottobre. Domani 26 ottobre sarà al Senato. Scontato il voto di fiducia della maggioranza che fa perno su FdI, Lega e Forza Italia.

Al termine del dibattito generale, la presidente terrà l’intervento di replica. Quello che Meloni presenta in Aula è un Governo “fortemente politico” che ha l’ambizione di durare per 5 anni. Dopo la cerimonia della campanella, il 23 ottobre, con Mario Draghi e l’esordio internazionale col faccia a faccia con Emmanuel Macron, ora per la prima premier donna d’Italia è il momento di mostrare “come dare seguito concreto e attuazione agli impegni“.

Giorgia Meloni. Foto Ansa/Ettore Ferrari

L’appuntamento è alle 11 a Montecitorio. Il presidente del Consiglio – Meloni ha fatto sapere che vuole che si parli della funzione che svolge al maschile – si presenterà alla prima vera prova in Parlamento, dove può comunque contare su una maggioranza solida. E farà un discorso “di ampio respiro“, che toccherà tutte le questioni fondamentali. Dalla condanna della Russia per la guerra in Ucraina, ai rapporti con l’Europa, fino alle urgenti ricette economiche contro la crisi e il caro energia in particolare.

Meloni e la discontinuità

Giorgia Meloni toccherà anche il tema delle donne e quello che significherà declinare al femminile un potere detenuto fino a oggi solo da uomini sarà un passaggio cruciale del suo discorso ai deputati. La coalizione di Centrodestra dovrà indicare, attraverso la premier, come realizzare, nei fatti, quella discontinuità rivendicata anche nella denominazione di ministeri chiave. Come è noto, infatti, alcuni ministeri hanno nuove denominazioni: la sicurezza energetica, la sovranità alimentare, la natalità, il merito, il made in Italy. E non tralascerà un passaggio sui “diritti“, questione tornata sotto i riflettori proprio dopo l’incontro con Macron.

Mario Draghi. Foto Ansa/Fabio Cimaglia

Il sostegno all’Ucraina e il gas

La postura internazionale dell’Italia, come Meloni ha ribadito più volte, resterà saldamente ancorata all’asse euro-atlantico. E non ci saranno passi indietro sul sostegno all’Ucraina, anche con altre armi, se necessario. Ma la partita più complicata, e urgente, resta quella delle forniture di gas. L’inverno è alle porte e l’Italia è sull’orlo del razionamento. Sul gas per la premier sarà difficile discostarsi dal percorso tratteggiato da Mario Draghi e dal suo ministro Roberto Cingolani, che resta come advisor del Governo di Centrodestra.

Decreto bollette, poi la manovra

Giorgia Meloni difenderà questa scelta che ha sollevato perplessità, non solo tra le opposizioni. Tuttavia marcherà, probabilmente, una distanza sul fronte della produzione e degli approvvigionamenti. A Bruxelles l’Italia non potrà che continuare a battersi per ottenere il tetto al prezzo del gas e quella solidarietà mostrata ai tempi del Covid. Il tutto con l’obiettivo di avere risorse per proteggere cittadini e imprese dai rincari continui. Un nuovo decreto bollette sarà probabilmente il primo impegno concreto del Governo Meloni. Subito dopo l’esecutivo dovrà affrontare la scrittura della manovra per la legge di bilancio. E dovrà farlo in tempi record.

Foto Ansa/Chigi Filippo Attili

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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