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Regno Unito, Sunak ‘consacrato’ da Carlo III: “Siamo in grave crisi, servono scelte dure”

È in carica il più giovane premier britannico, conservatore come Giorgia Meloni che si congratula per la sua nomina

Re Carlo III ha nominato Primo Ministro Rishi Sunak, 42 anni. Il Regno Unito ha per la prima volta nella sua storia un premier giovane, figlio di immigrati di origine indiana, più ricco di Sua Maestà. “Sono qui per porre rimedio a degli errori – le prime parole a Downing Street – ci aspettano decisioni difficili“.  

Liz Truss ha dunque rimesso, oggi 25 ottobre, il mandato di Primo Ministro, il più breve nell’intera storia del Regno Unito dopo meno di 50 giorni al potere, nel mani di Carlo III, in veste di capo dello Stato. Poco dopo il sovrano ha ricevuto a Buckingham Palace il nuovo Primo Ministro: Rishi Sunak, 42 anni, designato 24 ore prima con la nomina a leader del Partito Conservatore di maggioranza, i tories.

Foto Twitter @RoyalFamily

Il passaggio di testimone rituale si è consumato a stretto giro, con le udienze separate della premier uscente e di quello entrante. Primo capo di Governo britannico d’origine indiana e primo insediato da Carlo dopo la successione a Elisabetta II, Sunak entra nel pieno delle funzioni. Adesso comporrà la propria compagine. La priorità del suo Governo è affrontare i contraccolpi della crisi economica e sociale della Gran Bretagna.

“Correggere gli errori commessi”

Sono qui per affrontare una profonda crisi economica” e “voglio fin da subito porre rimedio agli errori commessi“, ha detto il neo-premier britannico nel suo breve discorso di insediamento a Downing Street. Ha lodato Truss, compagna di partito, per l’impegno profuso ma non ha nascosto che prima di lui si è verificata una gestione economica fallimentare. Secondo Sunak, “le intenzioni” di Truss di rilanciare la crescita “erano giuste“, e che “tuttavia errori ci sono stati“. Ma ora vanno corretti con “competenza e professionalità“, per meritare “la fiducia del Paese“.

Rushi Sunak a Downing Street. Foto Ansa/Epa Tolga Akmen

Truss fa gli auguri a Sunak

Nel suo discorso d’addio a Downing Street, Truss aveva intanto evocato “il coraggio di osare” come un obbligo per i leader in tempi di crisi. E aveva aggiunto di credere nel Regno Unito come “grande paese“, i cui giorni “più luminosi sono ancora davanti“. Mentre aveva evocato la necessità di far leva sulle “libertà” garantite dalla Brexit. Quanto all’Ucraina, aveva insistito che va “sostenuta più che mai contro l’aggressione della Russia di Putin” nell’ambito di una guerra in cui Kiev “deve prevalere“. “A Rishi Sunak auguro ogni successo“, aveva poi affermato, assicurando da parte sua di voler restare ora in Parlamento come semplice deputata e rappresentante più vicina agli elettori del suo collegio.

Foto Ansa/Epa Tolga Akmen

BoJo ma anche Giorgia Meloni

L’ex premier e leader Tory, Boris Johnson, padrino politico di Sunak, suggella intanto una ricucitura pubblica con il suo ex Cancelliere dello Scacchiere, subentrato a Downing Street. In un tweet definisce “un giorno storico” quello dell’ascesa di Sunak, primo capo di Governo del Regno di origine indiana. E assicura di volerlo sostenere “in pieno e con tutto il cuore“. Infine, al nuovo premier britannico sono giunti gli auguri della presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, che ha ricevuto il voto di fiducia della Camera dei deputati nello stesso giorno in cui Sunak ha ricevuto l’incarico da re Carlo III. “Congratulazioni a Rishi Sunak, nominato Primo Ministro del Regno Unito” ha scritto Meloni in un tweet. “Non vedo l’ora di collaborare con lui e il suo gabinetto sulle sfide comuni, sostenendo i nostri valori condivisi di libertà e democrazia“.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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