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Pace in Ucraina, il Papa al Colosseo. Mattarella: “L’Europa sia garante di stabilità”

Il 25 ottobre Francesco presiederà una preghiera interreligiosa al termine del meeting di Sant'Egidio, a cui hanno partecipato Mattarella e Macron

La pace nel mondo, a partire dall’Ucraina, torna al centro della mobilitazione della Comunità di Sant’Egidio, storica mediatrice nei conflitti internazionali. E Papa Francesco sarà protagonista del momento conclusivo dell’Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace “Il grido della Pace” il 25 ottobre alle 16.30 al Colosseo. Non senza aver prima incontrato, in Vaticano, il presidente francese, Emmanuel Macron.

Un colloquio dal forte valore anche simbolico, quello tra il Pontefice e il capo di Stato transalpino il 24 ottobre, considerato che Macron ha sempre tenuto una linea di totale appoggio all’Ucraina invasa dalla Russia senza però mai tagliare i ponti con Mosca, per favorire la fine del conflitto. Un atteggiamento in linea con la diplomazia di Francesco, il Papa che già dalla scorsa primavera, come rivelato nell’intervista al Corriere della Sera del 3 maggio, nutre il desiderio di recarsi personalmente a Mosca e a Kiev per favorire un processo di pace.

Per quasi un’ora Papa Francesco ed Emmanuel Macron si sono parlati, dopo che ieri sera, informalmente, il capo dell’Eliseo aveva incontrato la neo premier italiana, Giorgia Meloni. Poi il Capo dell’Eliseo ha avuto un colloquio con il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, e con l’arcivescovo inglese Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Mattarella e la pace

Nella giornata di ieri 23 ottobre, invece, Macron ha incontrato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella all’assemblea della comunità di Sant’Egidio Il grido della pace. “Occorre impedire che una nuova linea di ‘faglia’ attraversi e si aggiunga alle troppe che già caratterizzano l’Europa, il Medio-Oriente, tanti luoghi del mondo, separando i popoli con rinnovate cortine di odio” ha dichiarato Mattarella.

Sergio Mattarella con Emmanuel Macron. Foto Ansa/Quirinale Paolo Giandotti

Dopo la seconda guerra mondiale Italia ed Europa hanno reagito alla guerra con la Costituzione, con la nascita dell’Unione europea. Ora serve di nuovo lo stesso “coraggio“, con lo sforzo congiunto dei leader civili e religiosi per la costruzione di “un ordine internazionale che sottragga alla tentazione della guerra“. Serve dunque “un passo avanti“. “Se vuoi la pace preparala: è stata un’esortazione più volte ripetuta nei secoli. Non può esserci contrapposizione tra mezzi e fini se si vuole la pace. Non si può giungere alla pace esaltando la guerra e la volontà di potenza. Perché la pace è integrale o non esiste“.

“Non esiste una ‘guerra santa’”

Non esiste una ‘guerra santa’! Deve esistere, invece, una ‘pace santa‘, autentico servizio all’umanità e al suo futuro. Il disordine produce disordine. Le guerre hanno un effettodomino‘, moltiplicatore. Le guerre sono contagiose” ha messo in guardia il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E dunque “non possiamo consegnarci all’ingiustizia delle situazioni di fatto, né allo strazio di guerre infinite. L’Europa non può e non deve permettersi di cadere prigioniera della precarietà, incapace di assolvere al suo naturale ruolo di garante di pace e di stabilità nel continente e nelle aree vicine. Ne va della nostra stessa libertà e prosperità.”

Macron con papa Francesco. Foto Ansa/Vaticano

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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