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Gas, ipotesi razionamento ma il prezzo in bolletta calerà

Tabarelli (Nomisma): "Importare il gas liquido dal Texas è follia". E intanto quasi 5 milioni di italiani non riescono a pagare tariffe, mutui e prestiti

Le bollette del gas dovrebbero ridursi nell’arco dei prossimi mesi. Al mercato virtuale di Amsterdam, dove avvengono le contrattazioni su questa materia prima, il prezzo del gas è sceso sotto i 100 euro al Megawattora (MWh), un livello che non si vedeva da mesi.

La vera notizia è che il prezzo del gas è sceso sotto la soglia dei 100 euro e quindi le bollette smetteranno di aumentare. Anzi si prevede una riduzione nei prossimi mesi” afferma il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli. “In Italia, ma anche in Europa – aggiunge Tabarelli – dovremmo fare più sistema per l’estrazione del gas e per produrre energia. Vedere di importare il Gnl dal Texas (il gas liquefatto da rigassificare, ndr.) è assurdo. Bisognerebbe chiedere all’Olanda alla Norvegia di venderci il gas prezzo inferiore. Riconsideriamo la Libia che è piena di gas.

Foto Ansa/Matteo Corner

Noi stiamo andando verso un razionamento, lo sanno tutti” sottolinea Tabarelli, mettendo l’accento su una questione di cui non c’è quasi più traccia nel dibattito pubblico. “Possiamo farcela solo se farà caldo ma siamo in inverno” precisa. In ogni caso è in corso un ulteriore calo delle quotazioni del gas naturale al TTF di Amsterdam. Il Title Transfer Facility è un mercato virtuale per lo scambio del gas naturale, che ha appunto sede in Olanda. Si tratta di uno dei principali mercati di riferimento per lo scambio del gas in tutta Europa.

Gas, perché il calo dei prezzi

Ebbene, al TTF di Amsterdam i contratti futures per il gas sul mese di novembre cedono il 14,9% a 96,65 euro al Megawattora (MWh), confermandosi al livello dello scorso 14 giugno. In calo del 13% le quotazioni del gas metano a Londra, a 177,5 penny per singolo Mbtu, il British thermal unit, l’unità di misura dell’energia, usata negli Usa e nel Regno Unito. A spingere i prezzi al ribasso sono stati i livelli delle scorte cresciuti al 93,4% degli stoccaggi nell’Unione europea con 1040,79 TWh (Terawattora) di riserve. Ma anche le temperature climatiche più miti della media del mese di ottobre in tutto il Continente. E, in prospettiva, le misure per il contenimento dei prezzi del gas, non esclusa, forse, una forma di price cap: tetto ai prezzi all’importazioni extra Ue.

Il rigassificatore di Porto Viro (Rovigo), in un’immagine di archivio. Foto Ansa/Davide Bolzoni

Codacons: “Famiglie strangolate

In ogni caso, attenzione: l’ipotesi della progressiva discesa del prezzo del gas in bolletta nei prossimi mesi non autorizza a facili entusiasmi. Complessivamente, infatti, il caro energia (gas più elettricità) peserà comunque sulle bollette degli italiani per 4.700 euro a famiglia nel 2023. A lanciare l’allarme è stato nei giorni scorsi il Codacons, che ha elaborato questi calcoli in uno studio. Per capire la gravità della crisi in atto occorre considerare che sono almeno 4,7 milioni gli italiani che avrebbero già rinviato il pagamento di una o più bollette. Il dato emerge da un’indagine commissionata da Facile.it.

La stangata nei condomini

E gli utenti morosi non sarebbero soltanto i cittadini in ritardo coi pagamenti di gas ed elettricità. Almeno 3 milioni di italiani, infatti, avrebbero saltato anche una o più rate condominiali delle abitazioni di proprietà. “Arrivano conguagli dei condomini per le spese di energia terribili“, ha affermato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.

Carlo Bonomi, alla guida degli industriali. Foto Ansa/Alessandro Di Marco

L’emergenza colpisce le imprese ma anche i nuclei familiari, con un aumento della povertà e una forte preoccupazione per la tenuta delle famiglie. Anche il presidente dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, chiede un’azione a livello nazionale ed europeo per abbattere le rate e allungare le scadenze di prestiti e mutui. “La Ue – ha detto – dovrebbe permettere alle banche moratorie per imprese e famiglie, per dare loro più tempo per riprendersi economicamente e per far fronte agli impegni assunti“.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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