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La Cina di Xi: “Taiwan sarà nostra, prepararsi allo scenario peggiore”

Al XX° Congresso del partito, 6 giorni dopo la Giornata Nazionale di Taiwan, il presidente mostra i muscoli

La “riunificazione” di Taiwan alla Cina si farà. Lo ha dichiarato il presidente cinese Xi Jinping all’apertura del XX° Congresso del Partito Comunista Cinese, in corso a Pechino. Xi ha inoltre chiesto agli uomini del partito di “prepararsi allo scenario peggiore“.

Parole che il capo supremo della Cina ha pronunciato con tono deciso, facendo presagire un irrigidirsi del clima, già teso, nel mondo. La guerra in Ucraina, l’alleato russo che però non segue le indicazioni cinesi di far prevalere il dialogo per risolvere il conflitto, la guerra commerciale, informatica e finanziaria in corso fra Pechino e Washington. Sono tutti fattori che fanno da sfondo allo “scenario peggiore” che Xi ha in mente.

Foto Ansa/Epa Mark R. Cristino

Ma non per questo il presidente della Cina rinuncia all’obiettivo centrale della sua politica estera, un totem ormai quasi sacralizzato: l’isola indipendente di Taiwan. “La riunificazione deve essere raggiunta e sarà raggiunta“, ha dichiarato Xi ai delegati al Congresso, dai quali è partito un lungo applauso alle parole del segretario generale. Benzina sul fuoco dello scontro con l’America. La Cina promette dunque di “risolvere la questione di Taiwan” e di continuare a impegnarsi per la “riunificazione pacifica“. E tuttavia avverte che non intende rinunciare all’uso della forza e si riserva di utilizzare “tutti i mezzi per la riunificazione.

La Cina e la riunificazione di Taiwan

La questione di Taiwan deve essere risolta dai cinesi“, ha scandito Xi. “Continueremo a impegnarci per la riunificazione pacifica, ma non prometteremo mai di rinunciare alla forza e ci riserviamo di usare tutti i mezzi” per la riunificazione, ha aggiunto Xi. Al tempo stesso la Cina non cercherà mai l’egemonia e l’espansionismo, dice il suo presidente. Quella della Cina, ha detto, è una “posizione chiara” contro l’egemonismo, l’unilateralismo e il protezionismo “in ogni forma“. Difetti che la Cina imputa, in primo luogo, agli Stati Uniti. “Tutto questo ci ha dato un ampio riconoscimento internazionale“, ha aggiunto.

La presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, alle celebrazioni del Giorno Nazionale dell’Isola, il 10 ottobre 2022. Foto Twitter @iingwen

Xi Jinping, potere assoluto

Ed è così che Xi ha richiamato il Partito Comunista Cinese a essere preparato per “lo scenario peggiore“. Ossia per riconoscere che ci possono essere “grandi sfide” da affrontare in futuro. Per affrontare questo scenario, ha aggiunto, “dobbiamo aderire ai grandi principi” del PCC, tra cui ha citato il rafforzamento della leadership e l’adesione al socialismo con caratteristiche cinesi. Un modo per chiarire inequivocabilmente che non esiste altra guida suprema del partito e della nazione che non sia egli stesso. Del resto negli ultimi dieci anni – il periodo della sua ascesa incontrastata al potere – la Commissione per l’Ispezione Disciplinare contro la corruzione ha messo sotto inchiesta quasi 5 milioni di funzionari presunti corrotti. Chiunque intenda sfidarlo è avvisato.

Fuochi d’artificio a Taiwan, nella città di Chiayi, al termine delle celebrazioni Giornata Nazionale, il 10 ottobre. Foto Twitter @iingwen

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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