CinemaPrimo piano

Angela Lansbury, non avremmo mai immaginato l’addio della “Signora in giallo”

Si è spenta all'età di 96 anni la storica interprete insignita dalla Regina Elisabetta dell'onorificenza di Dame Commander

Eternamente legata al ruolo di Jessica Fletcher, Angela Lansbury è scomparsa ieri sera all’età di 96 anni. Insignita del Premio Oscar alla carriera nel 2014, a fronte di tre nomination, vanta la vittoria di sei Golden Globes, sei Tony Awards e, soprattutto, dell’affetto immortale da parte del pubblico.

Da diverso tempo era lontana dalle scene, ma il pubblico non l’ha mai dimenticata: Angela Lansbury è stata una vera e propria istituzione nel mondo dello spettacolo. Scomparsa poco prima di compiere 97 anni, l’indimenticata Jessica Fletcher de La signora in giallo ha attraversato tutte le fasi del successo, nel corso di una sconfinata carriera iniziata a metà degli Anni Quaranta. Diretta dai mostri sacri del grande schermo, tra cui George Cukor, Cecil B. DeMille e Vincente Minelli, ha ricevuto tre nomination al Premio Oscar per i suoi ruoli al cinema.

Angela Lansbury
ANSA

Già al suo esordio in Angoscia (1944), la storica interprete britannico-irlandese naturalizzata statunitense ha ricevuto una candidatura come Miglior Attrice Non Protagonista, inaugurando nel modo più giusto una carriera irripetibile. Ma è soprattutto a teatro e in televisione che Angela Lansbury ha ottenuto la consacrazione definitiva ad icona. Un’icona transgenerazionale in grado di catalizzare l’affetto sia degli spettatori più grandi, che con lei sono cresciuti, ma anche dei più giovani, che in seguito l’hanno riscoperta. Come, d’altronde, accade alle stelle più luminose.

Addio ad Angela Lansbury: una carriera sconfinata

Ad oggi, il suo ruolo più conosciuto dal pubblico è indubbiamente quello di Jessica Fletcher nella serie cult La signora in giallo. Per un totale di dodici stagioni, realizzate tra il 1984 e il 1996, e quattro film, l’artista ci ha conquistati – grazie anche al magistrale doppiaggio di Alina Moradei – ha ricevuto in totale dieci nomination ai Golden Globes, ottenendone quattro, e dodici agli Emmy Awards, senza aver mai ottenuto la statuetta. Ma, oltre all’iconico ruolo della nota scrittrice e detective, Angela Lansbury ha prestato il volto ad alcuni cult intramontabili, fra cui è impossibile non menzionare Blue Hawaii, al fianco di Elvis Presley, e Pomi d’ottone e manici di scopa, prodotto in tecnica mista – tra live action e animazione – da Walt Disney.

Angela Lansbury
ANSA

Il film è successivo a Mary Poppins e, a seguito del gran clamore suscitato dalla celeberrima tata, la Disney per avere Julie Andrews. L’artista ha scelto però di rifiutare, per il timore di essere incasellata in quel tipo di ruolo e di fare, dunque, un doppione della celeberrima tata. Il rifiuto ha spianato la strada ad Angela Lansbury la quale, grazie alla scelta della Andrews (che successivamente ha cercato di tornare sui suoi passi), ha ottenuto nuova popolarità sul grande schermo.

L’incontro con la Regina Elisabetta II

Imprescindibile nella carriera di Angela Lansbury è il lavoro a teatro, tant’è che è stata una delle interpreti di musical più amate di sempre. L’artista ha difatti ottenuto cinque statuette in categorie competitive, a cui se ne aggiunge una nel 2022 per la carriera. Sicuramente, uno dei momenti più memorabili nella vita professionale e privata è costituito dall’incontro con la compianta Regina Elisabetta II, scomparsa poco più di un mese fa. Il 15 aprile 2014, infatti, Angela Lansbury è stata convocata presso il Castello di Windsor ricevendo la medaglia di Dama della Regina direttamente dalla sovrana più longeva di sempre del Regno Unito. Un’onorificenza ottenuta per meriti artistici, a seguito della quale la storica interprete ha dichiarato: “Incontrare la Regina per un riconoscimento come questo è un’occasione rara e bella.”

Angela Lansbury
ANSA

Vita privata di Angela Lansbury

Angela Lansbury è stata la zia, la nonna, l’amica che tutti – chi più e chi meno – avremmo voluto. Il senso di familiarità dovuto alla sua verve e all’espressione del suo volto – non esattamente da copertina – caratterizzata dall’inconfondibile sorriso ce l’hanno fatta sentire sempre vicina. Eppure, la sua vita non si è rivelata particolarmente semplice in diverse occasioni. Nata a Londra il 16 ottobre 1925, dopo aver perso il padre per il cancro, all’età di nove anni, si è trasferita durante l’adolescenza negli States a seguito dei bombardamenti per la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1945 si è sposata con Richard Cromwell ma il matrimonio è naufragato dopo aver scoperto la bisessualità del marito. Nel 1949 è convolata in seconde nozze con Peter Shaw, al quale è rimasta legata fino alla morte di lui. Dalla loro unione sono nati i figli Anthony Pullen e Deirdre Angela.

Entrambi hanno avuto problemi di tossicodipendenza ma quest’ultima, in particolare, è stata fonte di notevole preoccupazione per Angela Lansbury. Per un breve periodo, infatti, Deidre Angela ha fatto parte della Manson Family, la setta capeggiata da Charles Manson che si è resa colpevole di diversi omicidi, tra cui l’Eccidio di Cielo Drive, in cui ha perso la vita, tra gli altri, Sharon Tate. Per il bene dei figli, abbandonò momentaneamente la carriera trasferendosi in Irlanda, prima ancora che la tragedia che sconvolse Hollywood avesse luogo. In tal senso, riuscì ad evitare un dramma irreparabile e a fare in modo che i figli si disintossicassero.

L’intervista pubblicata dopo la sua morte

Nel 2010, Angela Lansbury ha rilasciato una video-intervista per il New York Times, lasciando come specifico ordine di pubblicarla solo dopo la sua morte. Ora che l’indimenticata Jessica Fletcher ci ha lasciati, il quotidiano ha potuto finalmente diffonderla, svelandone il contenuto. “Posso dirlo in tutta onestà, ero davvero una brava attrice, ero per prima cosa un’attrice e non un bel visetto – ha affermato l’interprete, che ha poi parlato un dettaglio sulla sua Signora in giallo. “Sono stata soprattutto una caratterista, ma il ruolo in cui non sono stata una caratterista è stato proprio quello di Jessica Fletcher. Jessica Fletcher era probabilmente la cosa più vicina alla donna che sarei potuta essere se non fossi diventata attrice.” – ha proseguito la Lansbury.

Tra lo shock a seguito del coming out del primo marito, fino alla delusione per la mancata vittoria dell’Oscar per The Manchurian Candidate, e all’angoscia dovuta al periodo di riabilitazione dei figli, l’attrice si è raccontata a 360°. Un racconto dolceamaro, che ci conferisce un nuovo punto di vista su una delle figure più amate dello spettacolo. E, dopo questa intervista postuma, non potremo più dire: “Ci deve essere un dettaglio che mi è sfuggito.” Perché, in fin dei conti, a Jessica Fletcher non è mai sfuggito nulla.

Lorenzo Cosimi

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.

Back to top button